Garantire una crescita sostenibile ed equa degli ecosistemi marini e interni è una sfida fondamentale, specialmente ora che, con un valore di 184 miliardi di dollari, il commercio dei prodotti di origine acquatica rivaleggia con quello della carne terrestre.
Secondo l’ultimo Rapporto sullo stato della pesca e dell’acquacoltura nel mondo – SOFIA 2026 (scarica qui il documento) pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), presenta statistiche aggiornate sulla pesca e l’acquacoltura a livello globale.
SOFIA 2026 stima che la produzione globale della pesca e dell’acquacoltura abbia raggiunto il livello record di 235 milioni di tonnellate nel 2024, di cui 195 milioni di tonnellate di animali acquatici, confermando il ruolo sempre più importante del settore nell’alimentazione mondiale.
Mentre la pesca in mare aperto si è in gran parte stabilizzata, riflettendo i limiti ecologici e la gestione efficace di alcuni stock ittici, l’acquacoltura ha continuato a crescere, con un tasso medio annuo del 3,2% a partire dagli anni ’50.
La pesca di cattura ha raggiunto circa 92 milioni di tonnellate ed è rimasta nell’intervallo compreso tra 86 e 94 milioni di tonnellate dalla fine degli anni ’80.
Nel 2024 l’acquacoltura ha, invece, superato per la prima volta i 100 milioni di tonnellate (per un valore di 371 miliardi di dollari alla produzione).
L’approvvigionamento pro capite di alimenti di origine acquatica, in particolare in Africa, è ben al di sotto della media globale, il che sottolinea la necessità di politiche mirate.
Il settore deve affrontare pressioni crescenti
I cambiamenti climatici, il degrado ambientale, gli shock economici e gli spostamenti geopolitici stanno influenzando le prestazioni e la sostenibilità.
Il rapporto esamina come queste pressioni plasmeranno il settore, parallelamente ai progressi nell’adattamento e nella mitigazione dei cambiamenti climatici.
«Il rapporto illustra che, più che mai, un pianeta sano richiede un oceano sano e acque interne sane. «Dobbiamo garantire che vengano compiuti tutti gli sforzi necessari per invertire il declino della sostenibilità e salvaguardare il potenziale a lungo termine del settore, per le generazioni future» ha scritto il Direttore Generale della FAO QU Dongyu nella sua prefazione.
La “Blue Transformation Roadmap 2022-2030” della FAO
Dal suo lancio nel 2021, l’iniziativa ha dato impulso ad azioni concrete in tutto il mondo per migliorare la sostenibilità, la produttività e l’inclusività.
Nel settore dell’acquacoltura, la FAO promuove una governance basata sulla scienza, la pianificazione territoriale e l’innovazione, compresi sistemi climaticamente intelligenti e integrati quali la coltivazione combinata di riso e allevamento ittico, la produzione di trote e modelli che combinano l’acquacoltura con le energie rinnovabili.
Nel settore della pesca di cattura, la FAO sostiene una governance più solida, dati più accurati e un monitoraggio e una sorveglianza potenziati. Collabora con gli organismi regionali per la pesca per gestire gli stock condivisi e combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, aiutando al contempo i paesi ad attuare le Linee guida volontarie per garantire la sostenibilità della pesca su piccola scala.
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