L’American Ornithological Society (AOS), l’organizzazione degli ornitologi che determina i nomi ufficiali in inglese e latino per le specie ornitiche del Nord America, ha annunciato una svolta epocale: modificare i nomi inglesi di circa 152 uccelli del Nord America e 111 uccelli del Sud America che attualmente portano nomi eponimi, ovvero in omaggio a una persona.
Molti nomi eponimi sono stati coniati nei secoli XVIII e XIX da naturalisti del vecchio e nuovo continente che, nello scoprire nuovi tipi di uccelli nei territori inesplorati delle terre di conquista, dedicarono il nome della nuova specie a colleghi, scienziati, figure di spicco dell’epoca e persino a membri della propria famiglia, qualcuno dei quali con un passato macchiato da azioni poco nobili e razziste.
Così un piccolo, ma crescente, contingente di appassionati birdwatcher cominciò a proporre di abbandonarli.
Lo scorso anno, persino la National Audubon Society, una delle associazioni naturalistiche più famose al mondo, è stata coinvolta dall’ondata del politically correct. Le si chiedeva di eliminare dal nome il riferimento a John James Audubon, noto illustratore di uccelli che aveva posseduto schiavi. L’associazione ha declinato l’invito e mantenuto il nome.
La “Black Birders Week”
In questa vicenda di revisionismo dei nomi degli uccelli si inserisce un fatto accaduto nel 2020 a Central Park. Protagonista il birdwatcher di colore Chris Cooper coinvolto in una disputa con una donna bianca – poi accusata di razzismo – che al richiamo di tenere il proprio cane al guinzaglio, montata su tutte le furie, chiamò la polizia accusando l’uomo di molestie. Tutto questo nel giorno in cui avveniva l’omicidio di George Floyd.
In seguito all’episodio, è nata la “Black Birders Week” e i birdwatchers Jordan Rutter e Gabriel Foley hanno fondato il movimento “Bird Names For Birds”. L’intento è di eliminare ogni collegamento con qualsivoglia persona e rimandare solo all’aspetto o all’ecologia delle specie, una soluzione anche più pratica e utile per identificare gli uccelli sul campo.
Tradizionalmente, i cambiamenti nei nomi ufficiali degli uccelli in inglese iniziano con una proposta al Comitato di Classificazione e Nomenclatura Nordamericano dell’AOS e vengono accettati solo se c’è una giustificazione scientifica o tassonomica. La modifica del nome prenderà avvio da quest’anno a partire da un sottoinsieme di specie di uccelli intitolate a persone, ancora da selezionare, che si trovano principalmente negli Stati Uniti e in Canada.
L’AOS si è impegnata a coinvolgere il pubblico nel processo di rinomina e a istituire un nuovo comitato permanente per sovraintendere ai nomi comuni in inglese degli uccelli del Nord America, che includerà “una rappresentanza diversificata di individui con competenze nelle scienze sociali, comunicazione, ornitologia e tassonomia”.
I nomi scientifici o latini delle specie, che devono seguire un insieme di regole molto più rigorose stabilite dalla Commissione Internazionale di Nomenclatura Zoologica, non saranno interessati da questa rivoluzione.
«Gli uccelli stanno affrontando sfide di conservazione senza precedenti, con la perdita di tre miliardi di uccelli negli ultimi cinquant’anni, e dobbiamo avere persone unite in modo molto positivo per invertire questi declini e prenderci cura degli uccelli per i quali abbiamo questa grande responsabilità – dice Colleen Handel, biologa della fauna selvatica presso il Centro Scientifico dell’Alaska dell’USGS ad Anchorage, in Alaska –. I nomi degli uccelli sono la porta d’ingresso nel mondo degli uccelli».
Il processo di aggiornamento dei nomi in inglese sarà lungo e ci vorrà tempo per aggiornare guide ornitologiche, App e altri materiali di riferimento. E anche tutti noi appassionati ci metteremo un po’ a imparare a usare i nuovi nomi.
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