Il Parco Regionale Oglio Sud ha avviato un importante progetto di monitoraggio della fauna locale, con un’attenzione particolare al moscardino (Muscardinus avellanarius), un piccolo roditore arboricolo protetto a livello europeo. L’iniziativa di ricerca si sta svolgendo nella Riserva Naturale Torbiere di Marcaria, un’area di grande valore ecologico all’interno del Parco Regionale Oglio Sud.
Il progetto di monitoraggio del moscardino
L’incarico di sorvegliare la presenza del moscardino nella riserva è stato affidato a Davide Meggiorini che, attraverso l’uso di fototrappole e nest tube, sta raccogliendo dati preziosi su questo animale. L’iniziativa è nata in seguito alla segnalazione di un esemplare immortalato nel giugno scorso da Livio Zappella all’interno di un capanno dell’area protetta.
L’obiettivo principale del progetto è valutare la distribuzione della specie e la qualità dell’habitat in cui vive. Il moscardino è un indicatore biologico molto importante: la sua presenza segnala la buona salute degli ecosistemi forestali. Tuttavia, la frammentazione del paesaggio e le pratiche di gestione forestale possono rappresentare minacce per la sua sopravvivenza. Per questo, il monitoraggio è fondamentale per adottare strategie di conservazione efficaci.
Chi è il moscardino?
Il moscardino è un piccolo roditore appartenente alla famiglia dei Gliridi. Lungo circa 6-9 cm, con una coda folta e altrettanto lunga, è facilmente riconoscibile per il suo pelo dorato e il muso affusolato. Vive principalmente nei boschi decidui, nelle siepi e nei cespugli, dove costruisce nidi sferici con foglie e muschio. Si tratta di un animale notturno e molto elusivo, che passa gran parte della sua vita tra i rami in cerca di cibo, principalmente semi, frutta e insetti. Con l’arrivo dell’inverno, entra in letargo, scavando rifugi nel terreno o tra le radici degli alberi.
Essendo una specie protetta, il moscardino necessita di un’attenta gestione ambientale. L’uso dei nest tube consente di monitorare la sua presenza senza arrecargli disturbo: questi tubi simulano cavità naturali in cui il moscardino può rifugiarsi, permettendo ai ricercatori di raccogliere informazioni sulla sua distribuzione e riproduzione.
I dati raccolti saranno utili per migliorare la gestione forestale e garantire la tutela del moscardino nella provincia di Mantova. Per questo, è fondamentale che i visitatori della riserva rispettino il lavoro dei ricercatori: è importante non toccare né danneggiare i tubi di monitoraggio, poiché qualsiasi interferenza potrebbe compromettere la raccolta dei dati.
Progetti come questo sono essenziali per la tutela della biodiversità locale. La protezione del moscardino non è solo una questione di conservazione di una singola specie, ma contribuisce al mantenimento dell’equilibrio dell’intero ecosistema. Grazie a iniziative di monitoraggio e sensibilizzazione, possiamo garantire un futuro migliore per questa affascinante creatura e per l’ambiente che la ospita.
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