C’è un altro tipo di macchie, spesso di ridotte dimensioni, che in diversi animali, soprattutto nelle farfalle diurne, è tenuto ben visibile. In particolare in alcune specie si osservano piccole macchie circolari scure con margine chiaro sul bordo dell’ala, spesso disposte in più file.
Esperimenti simili a quelli precedenti, sempre con uccelli insettivori, hanno svelato che queste macchie non hanno lo scopo di spaventare i predatori, ma quello di deviare gli attacchi su una parte del corpo meno vulnerabile. E sono particolarmente efficaci in condizione di luce naturale del sole, perché presentano un’alta visibilità ai raggi UV che gli uccelli rilevano molto meglio di noi uomini.
Alcune farfalle hanno addirittura all’estremità posteriore delle ali escrescenze e disegni che ricordano occhi e antenne ben più evidenti di quelli realmente posseduti. Quindi, in caso di attacco, l’insetto viene colpito in un punto “a perdere”, oppure vola via in una direzione inattesa, facendo fallire il predatore.

Questo magnifico pesce farfalla dell’indo Pacifico (Chelmon rostratus) presenta sulla lunga pinna dorsale una macchia scura molto visibile. Probabilmente si tratta dell’imitazione di un occhio, che ha lo scopo di deviare gli attacchi dei predatori verso una parte meno vulnerabile del corpo. © Vladimir Wrangel/shutterstock.com
Lo stratagemma è usato anche dai pesci
Anche molti pesci che vivono in acque costiere o nelle scogliere coralline hanno spesso macchie vistose vicino alla coda, all’estremità opposta rispetto ai loro occhi, che probabilmente funzionano in base allo stesso principio.
Un caso a parte è, però, quello del pavone e di molti altri uccelli con un vistoso piumaggio ornamentale. I maschi del pavone (Pavo cristatus) presentano una magnifica coda ornata da più di 150 piume, ognuna con un motivo simile a un occhio iridescente. Come ha potuto la Natura inventare una struttura così ingombrante, futile e costosa da produrre? Questa domanda teneva Charles Darwin sveglio la notte, perché la coda del pavone, così voluminosa e vistosa, sembrava contraddire la teoria della selezione naturale per cui gli animali avevano successo o soccombevano in base alla loro capacità di adattarsi con efficacia all’ambiente circostante e sfuggire ai predatori.
In realtà, i pavoni sono soggetti alle pressioni della selezione naturale come qualsiasi altro animale; semplicemente rispondono a richieste leggermente diverse. La spiegazione che oggi viene data è che i vantaggi offerti dalla coda nella competizione con altri maschi per accoppiarsi con le femmine superano gli svantaggi che indubbiamente comporta avere questo ornamento quando bisogna sfuggire ai predatori. Il corteggiamento dei pavoni, infatti, avviene attorno a un “lek”, cioè una zona definita in cui i maschi si radunano per impressionare le femmine, ostentando i colori del piumaggio e cantando. Le femmine sono davvero schizzinose e scelgono solo i maschi più in forma in base al principio “se è sopravvissuto con questi ornamenti ed è ancora così in forma deve essere un tipo in gamba, con il quale ha senso fare dei figli”. Così meno del 10% dei maschi si accoppia con la maggior parte delle femmine, mentre quasi tutti gli altri non ottengono niente. Il vincitore prende tutto, grazie al suo piumaggio.
Leggi qui le altre puntate
Strategie di sopravvivenza con l’inganno e il camuffamento
Un vistoso effetto a sorpresa che spiazza l’aggressore
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.





