Da sempre la Natura è fonte di ispirazione per poeti, pittori, musicisti e ancora oggi esercita su di noi un grande fascino.
Ma non solo. Essa viene sempre in aiuto, anche quando non riusciamo a trovare le parole giuste per descrivere un’emozione, un sentimento, qualunque sensazione si trovi nel nostro animo.
Vi sono moltissimi testi che prendono spunto dalla Natura; in molti racconti i personaggi, e con loro gli autori, recitano dei veri e propri complimenti usando immagini… naturali.
In questa prima puntata, leggiamo i noti versi dell’Odissea, quando Odisseo (o Ulisse se lo vogliamo alla latina) fa naufragio presso l’isola dei Feaci e, la mattina seguente, si imbatte in Nausicaa, la splendida figlia del re.
Naturalmente Odisseo sa di non avere un aspetto presentabile: tutto nudo, ricoperto di salsedine, foglie e terra non ispira molta fiducia, quindi deve per forza cercare di trattenere la principessa dalla fuga utilizzando l’arma a lui più congeniale: la parola.
Sicuramente sa di non poter subito avanzare richieste di aiuto, ma deve far capire alla ragazza che non le farà del male e quali migliori parole per questo scopo se non dei complimenti?
In più Odisseo otterrà anche la benevolenza di Nausicaa, la quale apprezzerà le parole dello sconosciuto naufrago.
A Delo una volta presso l’altare di Apollo
un giovane fusto di palma vidi levarsi:
andai infatti anche là, e molta gente mi seguì,
nel viaggio in cui mi dovevano avvenire tristi sventure.
Così ugualmente vedendo anche quello restai stupito nell’animo
a lungo, poiché mai fino ad allora una tale pianta si era innalzata da terra,
come te, o donna, ammiro e resto incantato e temo terribilmente
di toccarti le ginocchia.
Odissea, Canto VI, vv. 162-169
In poche parole, Odisseo paragona Nausicaa a un alto fusto di palma che lo aveva stupito durante una sosta a Delo. Quello che vuol trasmettere non è solamente la bellezza della ragazza, paragonata alla palma, ma è anche lo stupore, la meraviglia di fronte a quell’incanto. Ci siamo mai stupiti di fronte a una pianta maestosa? O di fronte alla perfezione di una pianta e alla sua bellezza?
Oggi noi sorridiamo, perché nessuno, forse, con una ragazza che vuole conquistare, a un primo appuntamento, direbbe che è bella come un fusto di palma ammirato in qualche luogo esotico. O almeno dovrebbe impiegare un buon quarto d’ora per far capire bene che voleva fare un complimento. Spesso si ride con i miei alunni quando si cerca di attualizzare questo discorso tra due giovani di oggi.
Si sa, la poesia parla con immagini e a volte possono essere insolite per noi, ma se ci soffermiamo bene a pensare, il complimento di Odisseo, oltre a sortire l’effetto sperato, è anche ricercato, originale e sicuramente fa restare stupiti ancora i lettori, che non si aspettano tali immagini.
Se proprio si vuole, si può anche cambiare pianta, se è la palma che ci insospettisce, ma qualunque sia, sicuramente utilizzare dei paragoni con la Natura è impagabile ed offre anche un’altra occasione: prima di fare un complimento, meglio conoscere la pianta o l’animale che si sta paragonando all’amata, prima di fare qualche spiacevole figuraccia.
Ancora una volta, tra l’altro, la voce di un testo antichissimo, ci comunica attraverso i secoli.
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