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Crudeltà sugli animali

L’Oipa chiede giustizia per il cane barbaramente ucciso

L’Oipa chiede giustizia per il cane barbaramente ucciso
Il collare e le catene con cui l'animale è stato trascinato. Foto Oipa.

Redazione Redazione 11 Mag 2020

È stato identificato e ora è in stato di fermo l’uomo che sabato scorso, nel siracusano, ha barbaramente ucciso il suo cane, trascinandolo con catene agganciate al paraurti dell’auto.
Il fatto si è consumato in una strada di campagna nei dintorni di Priolo, di fronte allo sguardo sconcertato di un giovane che è riuscito a fermare l’auto dell’uomo e a convincerlo a liberare il cane. Gettato l’animale in un fossato ai lati della strada, l’aguzzino era però fuggito.

Un atto di pura crudeltà

A seguito dell’intervento dell’Oipa – l’Organizzazione internazionale protezione animali, il cane è stato soccorso. Purtroppo, a due ore dall’arrivo nell’ambulatorio veterinario, è deceduto a causa delle numerose ferite procurate dal trascinamento sul selciato.

«È stato il peggior giorno di lavoro della mia vita. Non ho mai visto e non ho mai assistito in tanti anni a una crudeltà tale». Queste le parole del veterinario Daniele Zappulla che all’arrivo in clinica di Matteo – questo il nome del cane – ha potuto constatarne le condizioni estremamente critiche. Zampe e mandibola erano fratturate, erano presenti lesioni interne ed esterne, molte ossa erano abrase.

La denuncia dell’Oipa

L’autore del brutale gesto è stato denunciato dall’Oipa di Siracusa, grazie al cui immediato intervento è stata possibile l’identificazione dell’uomo. L’Organizzazione ha reso anche noto che si costituirà parte civile nel procedimento penale contro «il responsabile di un atto inqualificabile e dalla violenza inaudita».

«Il nostro Ufficio legale – dichiara Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa Italia – si riserva di chiedere anche al Sindaco di Priolo d’intervenire con un’ordinanza che vieti al proprietario della povera vittima di detenere animali».

L’uccisione di animali è reato

Secondo l’art. 544 bis del Codice penale, chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni.
«Si tratta di pene troppo lievi, lo ripetiamo da tempo», commenta il presidente Comparotto. «Occorre una tutela più incisiva per gli animali, che ancora non ricevono una copertura legislativa diretta non essendo loro riconosciuta soggettività giuridica. Auspichiamo un inasprimento per le pene riguardanti il maltrattamento e l’uccisione di animali, anzitutto per l’esigenza di una loro piena tutela, ma anche perché studi scientifici attestano la correlazione tra la crudeltà sugli animali e la più generale pericolosità sociale di chi la commette».

© riproduzione riservata
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