La notte fra il 5 e il 6 settembre in val di Concei, a Ledro in Trentino, l’orsa F43 è morta durante un’azione di cattura per la sostituzione del radiocollare che portava da circa un anno. Secondo la Provincia Autonoma di Trento (PAT), dai primi accertamenti «è emerso che l’animale è deceduto a seguito della posizione assunta nella trappola tubo nel momento in cui l’anestetico ha fatto effetto».
Abituazione alla presenza umana
L’orsa F43 era nata nel 2018 e nel corso dell’ultimo anno aveva assunto alcuni comportamenti problematici, per i quali veniva monitorata in modo intensivo dal luglio 2021. Secondo la PAT, l’orsa frequentava alcuni centri abitati, alimentandosi presso pollai e cassonetti e aveva mostrato in almeno tre occasioni comportamenti di abituazione alla presenza umana.
Su una popolazione trentina di orsi di circa 80 esemplari, la perdita di una femmina in età riproduttiva rappresenta un danno biologico non indifferente.
Il WWF sottolinea anche come sia sempre più prioritaria la messa in sicurezza delle fonti alimentari di origine antropica (cassonetti dell’organico e pollai in primis), la cui presenza è alla base dell’insorgenza di comportamenti confidenti. L’abbondanza di risorse di facile accesso presso i centri abitati è un problema che da troppo tempo rimane irrisolto in molte aree del Trentino. La presenza di animali selvatici che mostrano abituazione verso l’uomo e che frequentano assiduamente centri abitati è sempre originata da errati comportamenti umani, come dimostrato da numerose esperienze nazionali e internazionali.
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