Erano i tordi, che già vanno al mare,
in alto, in alto, in alto. Io sentia quelle
voci dell’ombra, nel silenzio, chiare;
e mi pareva un canticchiar di stelle.
Pascoli, da Il cacciatore, Primi Poemetti
Quanto è bello, e anche necessario, alle volte lasciarsi andare all’armonia della Natura! E nessuno potrebbe ricordarcelo meglio di Pascoli, il quale ha intriso la sua poetica di foreste, cieli notturni e animali.
In questi versi i pensieri sono di un cacciatore, il quale, con una sensibilità oggi probabilmente estranea, si sofferma ad ascoltare il canto di alcuni semplici tordi e non pensa alla caccia, a stanare una preda, a sparare… si perde totalmente in quell’atmosfera notturna. I tordi, scrive Pascoli, stanno già volando verso il mare, molto in alto rispetto all’uomo, in alto, oltre le problematiche che l’umanità spesso crea.
Prerogativa per poter ascoltare i tordi è il silenzio, in questo modo, quelle voci dell’ombra, sono molto chiare, riconoscibili. Ma la poesia, quando entra nell’anima, fa miracoli e non ti permette di vedere le cose allo stesso modo di prima. Perciò, il verso dei tordi, umili uccelli che i più nemmeno conoscono, richiama all’attenzione il cacciatore e quasi gli sembra un canticchiar di stelle. Non è di certo questa la sede per sottolineare la musicalità dello stile pascoliano, ma sicuramente questo verso è degno di nota a riguardo e non per caso, dal momento che si parla di canto della Natura: le parole scelte dovevano essere all’altezza della situazione.
Non solo, perché con questa similitudine, il poeta amplia gli orizzonti; infatti, ci spostiamo dal piano orizzontale del cacciatore a quello verticale dei tordi, fino a giungere all’universo infinito delle stelle, spettatrici silenti del cosmo, le quali occasionalmente, grazie all’immaginazione, prendono voce in qualche modo e comunicano qualcosa.
I versi di Pascoli, come sempre, sono un chiaro invito a contemplare l’armonia che c’è intorno a noi; c’è tanta bellezza da riscoprire, da vivere, che potrebbe ricaricarci ogni istante. E non servono gesti eclatanti, cerimonie in pompa magna, o grandi eventi pubblici: l’incontro tra la nostra anima e la Natura, con un pizzico di aiuto della poesia che ciascuno di noi ha nel proprio cuore, può avvenire tutti i giorni. In giardino, in balcone, nel bosco, in spiaggia, ovunque e con chiunque, senza sperare di imbattersi per forza nell’animale ricercato e misterioso; forse la nostra occasione di meravigliarci dell’armonia della Natura può accadere grazie ad una formica, ad un’ape, al fiore di un gelsomino, ad un gatto che appare e scompare, a una marmotta, a una conchiglia in riva al mare e, perché no, a dei tordi. Ebbene, anche noi allora potremo avere modo forse di sentir canticchiar le stelle.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





