di Mariavittoria Anzoletti*
La proposta di legge parlamentare sul patentino è approdata in Senato lo scorso settembre ed è stata assegnata, con il nr. 1527 in sede redigente, alla 10° Commissione Affari Sociali.
Si intitola: “Norme specifiche per alcune tipologie di cani a tutela del loro benessere e della pubblica incolumità” e presenta a mio avviso punti di forte criticità.
Come noto, la proposta si caratterizza per l’introduzione del concetto di una “save list”, legata a una lista di “tipologie di razze”, elencate in un apposito allegato della proposta stessa. I cani a esse appartenenti, secondo la proposta in esame, andrebbero “salvati” (“save list” e non “black list”) da gestioni errate o irresponsabili dei proprietari e/o dal conseguente rischio di abbandono.
Tipologia di razze
È bene precisare che con questa locuzione si intende riferirsi a quei soggetti che, se pur morfologicamente riconducibili a una certa razza, non possono tuttavia per legge essere dichiarati “di razza”, cioè puri, perché sono sprovvisti del Certificato Genealogico o pedigree, documento che in Italia viene rilasciato dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana – E.N.C.I. ai soggetti nati da due genitori iscritti in un Libro Origini riconosciuto (italiano o estero).
Il patentino e il test pratico
I proprietari e conduttori di tali soggetti (e loro incroci) dunque, sempre in base al testo della proposta, sono tenuti al compimento di un percorso di formazione, al termine del quale dovranno superare un test per conseguire il “patentino”.
Inoltre, dovranno superare insieme al proprio cane anche il test pratico “Cae 1” organizzato da E.N.C.I, una prova che attesterebbe che il cane è socialmente affidabile in contesti urbani e il cui superamento costituirebbe dunque una sorta di “certificato di affidabilità ed equilibrio psichico” per il binomio cane-conduttore.
Ma se il cane ha il pedigree…
Il testo della proposta contiene un’importante eccezione: sono esentati dall’obbligo del patentino i proprietari di quei soggetti che per legge possono essere definiti “di razza”, cioè i soggetti che sono iscritti nel Libro Origini e che sono dunque muniti di pedigree, e questo anche se appartenenti a una delle razze in elenco.
Per i proprietari di questi cani, dunque, nessun percorso formativo obbligatorio!
La spiegazione per questa grande eccezione esimente risiederebbe nella selezione genealogica, attestata dalla presenza di un pedigree, che renderebbe questi soggetti di per sé equilibrati e affidabili. Ed evidentemente questi cani non andrebbero nemmeno “salvati” dalla possibile incompetenza o ignoranza dei loro proprietari!
Insomma, dovremmo avere la ragionevole certezza non solo che i cani muniti di pedigree sapranno discernere le più svariate situazioni e reagire di conseguenza e nel modo più appropriato, ma anche che essi sapranno perfino tutelarsi da soli dal rischio di finire nelle mani di un proprietario incapace, irresponsabile o peggio!
Non si capisce chi si vuol tutelare. Onestamente sembra che si stia camminando su un terreno alquanto scivoloso e alla fine non ci è chiaro chi, o cosa, si voglia davvero tutelare: i cani, la pubblica incolumità o altro.
Si capisce, invece, chi non verrà tutelato
Verranno penalizzati tutti quei cani che, sfortunatamente per loro, non possono vantare un pedigree e non possono per questo essere formalmente definiti “di razza”, ma solo come appartenenti alle “tipologie di razze” elencate, nonché i loro incroci. Insomma, i cani di serie B, quelli che spessissimo troviamo relegati nei canili, per i quali le adozioni, già tutt’altro che semplici, diminuiranno ulteriormente.
Per loro si spalancano le porte dell’oblio, perché saranno destinati a languire dimenticati dietro le sbarre di qualche box sovrappopolato (va notato che il testo della proposta prevede anche, sempre per questi cani, un inquietante quanto generico “divieto di cessione”).
In conclusione
È davvero questo il senso della tutela e del salvataggio che la nostra società civile prospetta per i suoi animali?
Ci auguriamo vivamente che non si giunga all’approvazione di un testo che trasuda di inaccettabili discriminazioni e che è del tutto inefficace rispetto alle finalità sociali e protezionistiche dichiarate.
*Presidente Rhodesian Ridgeback Rescue Odv
www.rhodesianridgebackrescue.it
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