Non vi siete mai chiesti perché le varie specie animali si chiamano proprio in quel modo? Ovvero risalire all’etimologia del loro nome che, nel caso dei termini italiani, deriva molto spesso dalle radici latine o greche. Oppure dal verso che fanno quegli animali o da una loro caratteristica particolare.
In tutti i casi ci forniscono sovente interessanti informazioni sulla loro natura.
Eccovi allora una breve panoramica, che poi ognuno può facilmente sviluppare.
I nomi degli animali
Alice
Il nome del piccolo pesce azzurro, che poi è divenuto anche un grazioso nome femminile umano, deriva dal latino halex, genitivo halicis = “salsa di pesce”, che i romani estraevano da questi pesci e che, nella sua forma più complessa, costituiva la base del saporitissimo (e puzzolentissimo) garum, un condimento di cui gli antichi erano molto ghiotti.
Allocco
Italianizzazione del suo nome latino, Strix aluco, ovvero alùccus o ulùcus o alùcus che si pensa derivi dalle abitudini prevalentemente notturne dell’allocco; letteralmente alùco significa “senza luce”.
Aquila
Il termine aquila è la forma femminile di aquilus, reso generalmente come “[uccello] dal colore scuro”.
Cefalo
Dal latino cephalus e dal greco képhalos = “testa”, presentando questo pesce, visto in proporzione, una testa piuttosto grande rispetto al resto del corpo.
Ippocampo
Dal latino hyppocampus e dal greco hippokampos, in entrambi i casi formato da “cavallo + bruco”; era il mitico nome dei cavalli marini che trainavano il cocchio di Poseidone, re del mare.

Ippocampo.
Mucca
Uno dei pochi nomi italiani onomatopeici, ovvero derivati dal suo verso, il muggito che appunto deriva dal noto “muuu” di questo animale. Altri casi di nomi onomatopieci tra gli animali sono il cuculo/cucù, il chiurlo o la zanzara, e forse almeno in parte anche il lupo. Più diffusi tra i nomi anglosassoni; pensiamo per esempio il famoso chiff-chaff (il luì piccolo), il bobwhite (il colino della Virginia), il crow (il corvo), il raven (corvo imperiale) o l’ayè-ayè (il lemure chiromio, Daubentonia madagascariensis.
Orata
Beh, questo è facile: Dal latino aurata = “del color dell’oro”. Questo pesce ai due lati della testa ha due scaglie miste di verde e di giallo che la fanno apparire d’oro.
Ratto
Deriva dal latino rattus, che sta a significare un furto, una razzia (come il famoso “Ratto delle Sabine”) ed è usato anche nella lingua italiana. In questo caso evidenzia un lato del comportamento di questo animale.
Seppia
Dal latino sèpia = “inchiostro” in relazione al nero umore che rilascia quando è minacciata.
Tonno
Dal latino tunnus, dal greco thynnos e dall’ebraico thannin, nomi con i quali si indicavano quasi tutti i pesci di notevoli dimensioni.
Verdesca
Il nome di questo squalo è intuitivo: deriva dall’aggettivo “verde” per il tipico colore del dorso.
Vipera
In questo caso il nome è portatore di un piccolo fraintendimento zoologico. Deriva infatti come sempre dal dal latino vìpera (m), probabilmente per sincope da *vivìpera (m), composto da vivus/a/um = vivo+la radice di pàrere = generare; la voce, perciò, alla lettera significherebbe “che genera figli vivi”; in realtà la vipera è un ovoviparo, ovvero partorisce direttamente i piccoli ma dopo aver incubato le uova all’interno del proprio corpo.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





