In una cornice raffinata, unica ed elegante come quella di Villa Necchi Campiglio, uno dei luoghi più emblematici della cultura architettonica milanese e bene tutelato dal Fondo Ambiente Italiano, si è svolto agli inizi di marzo un appuntamento di particolare rilievo per il panorama vitivinicolo nazionale ed europeo, dedicata all’evoluzione della Pinot Grigio DOC Delle Venezie.
Un incontro che ha riunito istituzioni, esperti del settore e rappresentanti della filiera per riflettere sulle nuove strategie di posizionamento della denominazione e sulle prospettive di sviluppo.
Al centro dell’incontro, il nuovo contrassegno di Stato tricolore, oggi arricchito da un sistema digitale integrato che trasforma la fascetta in un vero e proprio passaporto della bottiglia.
Grazie all’inserimento di un QR code, il contrassegno consente infatti di accedere a informazioni sulla tracciabilità e sull’autenticità del prodotto, offrendo al consumatore strumenti sempre più avanzati di trasparenza e conoscenza. Un passaggio significativo che testimonia come tradizione vitivinicola e innovazione tecnologica possano dialogare in modo virtuoso, rafforzando il valore delle denominazioni d’origine.
Ad aprire i lavori è stato Davide Usai, Direttore Generale del FAI, che ha richiamato il ruolo fondamentale della tutela del territorio come elemento identitario del sistema Italia. Il vino, in questa prospettiva, diventa interprete di un patrimonio culturale e paesaggistico che rappresenta uno dei pilastri della nostra identità.
Nel corso della conferenza, il Presidente del Consorzio Luca Rigotti ha illustrato il percorso di crescita della denominazione, oggi tra le più rilevanti del panorama vitivinicolo internazionale. Con oltre 27.000 ettari di vigneto e circa 230 milioni di bottiglie prodotte, la DOC Delle Venezie rappresenta infatti l’85% del Pinot Grigio italiano e quasi la metà della produzione mondiale.
Il confronto ha visto, inoltre, il contributo di istituzioni e organismi di controllo che hanno approfondito temi cruciali per il futuro del settore: dalla certificazione di filiera alla tracciabilità digitale, fino alle nuove sfide legate ai cambiamenti climatici e all’evoluzione dei modelli di consumo.
In un contesto internazionale sempre più competitivo, la denominazione Pinot Grigio DOC Delle Venezie si conferma così un esempio di integrazione territoriale e di visione strategica capace di coniugare qualità produttiva, responsabilità ambientale e innovazione.
Un percorso che guarda al futuro del vino europeo senza perdere il legame profondo con i territori e con quella cultura del paesaggio che continua a rappresentare una delle espressioni più autentiche della biodiversità e dell’identità agricola italiana.
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