La Posidonia oceanica è una pianta marina fondamentale per la salute del Mediterraneo e per la difesa naturale delle coste, ma spesso viene percepita dai frequentatori delle spiagge come un elemento di disturbo.
A Cecina (LI), nell’ambito del progetto Interreg It-Fr Marittimo AMMIRARE (Azioni e Metodologie per il Miglioramento della Resilienza degli Arenili) è stata presentata una ricerca della Scuola Sant’Anna sulla percezione dei frequentatori delle spiagge italiane e francesi rispetto alla presenza di Posidonia lungo la costa.
Lo studio ha coinvolto cittadini e turisti fruitori delle spiagge di Toscana, Liguria, Corsica e Provenza-Alpi-Costa Azzurra, con l’obiettivo di comprendere la loro percezione della presenza di Posidonia sugli arenili e la loro disponibilità ad adattare il proprio comportamento alla sua presenza e accettare soluzioni che consentano la tutela delle spiagge.
Il contesto ambientale
Uno degli aspetti più interessanti emersi sulla percezione della Posidonia riguarda il contesto ambientale in cui è presente. Acque cristalline e spiagge pulite rendono la presenza di posidonia più tollerabile da parte di gran parte dei 1100 intervistati sulle spiagge italiane e francesi.
Quando l’immagine propone una spiaggia naturale e pulita e con servizi ben integrati nello scenario naturale, la reazione è quasi unanimemente positiva, seppur con qualche differenza tra le regioni francesi e quelle italiane.
Al contrario, quando la Posidonia è associata ad elementi di degrado come rifiuti oppure eccessiva urbanizzazione, la percezione cambia radicalmente e prevalgono emozioni di rifiuto o disgusto.
Caratteristiche socio-demografiche
Interessante è la relazione tra percezione positiva e caratteristiche socio-demografiche: le fasce di età tra i 18-34 sono quelle più tolleranti rispetto alla presenza di accumuli di Posidonia mentre nelle fasce più mature cresce la quota di risposte neutrali e qualche valutazione più critica.
Adattare i comportamenti
La ricerca ha indagato anche la disponibilità concreta ad adattare i comportamenti alla presenza della Posidonia. In questo caso emerge una maggiore accettazione della sua presenza sulla spiaggia rispetto al contatto diretto. In particolare, la presenza in mare viene spesso interpretata come un ostacolo, mentre la semplice permanenza sulla spiaggia appare più tollerata. Interessante anche il livello generale di conoscenza sulla Posidonia: solo il 75% è consapevole della sua funzione protettiva della costa.
Le praterie di Posidonia forniscono, infatti, rifugio e nutrimento per le numerose specie marine e contribuiscono a stabilizzare i fondali, attenuare l’energia delle onde e ridurre l’erosione costiera, mentre gli accumuli lungo la spiaggia – spesso percepiti come un limite alla fruizione – rappresentano una barriera naturale che protegge gli arenili dai diversi impatti ambientali e climatici.
Naturalità delle spiagge
La ricerca mira a far riflettere sulla percezione della naturalità delle spiagge per promuovere una nuova visione della spiaggia non solo come spazio ricreativo, ma anche come ecosistema vivo, ricco di valore ambientale, culturale ed economico. E, partendo da queste evidenze, puntano a sviluppare strategie di comunicazione e sensibilizzazione, sia per valorizzare la Posidonia come possibile asset di marketing territoriale, sia per ripensare la biodiversità costiera come risorsa da tutelare e valorizzare nell’ambito di una gestione sostenibile delle spiagge.
Lo studio “Long-term vegetation dynamics and management challenges in coastal dunes: Insights from a resurvey of two Mediterranean sites in Italy” è stato condotto dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa con Sara Tessitore, Natalia Gusmerotti, Francesco Testa e Marco Frey e pubblicato sulla rivista Regional Studies in Marine Science. I risultati sono stati presentati e discussi durante l’evento “Custodi della spiaggia: ecosistema da conoscere, condividere e difendere”.
Il progetto AMMIRARE coinvolge 15 partner italiani e francesi tra cui Regione Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e PACA, due parchi, il Parco nazionale di Port-Cros e il Parco nazionale di Capicorsu e di l’Agriate e numerose Università e Centri di ricerca come Università di Firenze, Università di Pisa, ISPRA, CNR, LAMMA e SZN e GIS Posidonie.
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