- DA NON PERDERE Il percorso nella forra e il ponte tibetano
- PERCHÉ Splendido canyon naturale con acque cristalline
- QUANDO Dalla primavera all’autunno
- COME A piedi
Scorrendo tra i rilievi a Sud delle Dolomiti Friulane, a breve distanza del lago di Barcis, il torrente Cellina ha inciso la roccia calcarea in profondità per decine di metri. Le forme erosive con marmitte, le pareti verticali, i passaggi stretti creati dalla corrente ne fanno uno dei canyon più spettacolari d’Italia. E la strada carrozzabile, ormai chiusa, che corre al suo fianco, un tempo usata per la manutenzione delle antiche opere idrauliche, offre affacci emozionanti sulle acque turchesi che scorrono più in basso. A partire dal 2016 è anche percorribile un ponte tibetano (montato su funi metalliche libere di oscillare) che consente di attraversare il canyon a 20 metri di altezza, con un apposito imbraco che si usa sotto la supervisione di personale tecnico.

Il nuovo ponte tibetano che attraversa la Forra del Cellina, percorribile con un apposito imbraco. © Francesco Tomasinelli
Sulle rupi sovrastanti circondate dai boschi volano il falco pellegrino, il gufo reale e il picchio muraiolo, ma è più facile osservare il merlo acquaiolo, un uccello capace di tuffarsi in acqua e nuotare nella corrente per catturare gli insetti di cui si nutre, che è anche il simbolo della riserva.
Al di sopra della gola, il fitto bosco aggrappato al pendio nasconde una grande varietà di fenomeni carsici con doline, pozzi, grotte e gallerie. Un sentiero breve e interessante sul lato Nord consente di rientrare al centro viste dalla fine della gola e percorrere tutto il tracciato dall’alto, passando in prossimità di un paio di punti panoramici. Tra questi anche lo spettacolare “skywalk”, un pontile di vetro e metallo sospeso nel vuoto, che si affaccia sulla diga e il lago di Barcis.

Una delle sezioni più strette della forra, con pareti di oltre 20 metri, dove la luce del sole arriva solo nelle ore centrali della giornata. © FVG
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