La Fiera di Rimini ha aperto i cancelli per l’edizione 2025 di Ecomondo, l’evento internazionale di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per la green, blue and circular economy, organizzato da Italian Exhibition Group (IEG) in programma fino al 7 novembre.
Nella foto in alto, l’inaugurazione della 28a edizione di Ecomondo alla Fiera di Rimini con Maurizio Ermeti, presidente di IEG, Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, Jamil Sadegholvaad, sindaco del Comune di Rimini, Fabio Fava, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo e l’onorevole Jacopo Morrone, presidente della Commissione Bicamerale Ecomafie.
La manifestazione quest’anno ha allargato il suo respiro internazionale, con la presenza di più di 1.700 brand espositori, il 18% dei quali provenienti dall’estero, 380 hosted buyer da 66 Paesi, oltre 30 delegazioni ufficiali e 90 associazioni internazionali di settore coinvolte, in sinergia con l’Agenzia ICE e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Ecomondo 2025 offre una panoramica completa sulla transizione ecologica e sull’economia circolare, anche grazie al ricco palinsesto convegnistico, composto da oltre 200 convegni, oltre 70 dei quali curati dal Comitato Tecnico Scientifico.
Ad aprire la cerimonia di inaugurazione è stato Maurizio Renzo Ermeti, presidente IEG: «Ecomondo è diventato l’evento di riferimento per chi vuole competere nei mercati globali della green economy: un momento di orgoglio, condivisione e crescita culturale sulla sostenibilità, punto di riferimento internazionale per imprese, istituzioni e mondo della ricerca».
Fabio Fava, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, ha spiegato: «Ancora una volta, il palinsesto convegnistico di Ecomondo si pone come fonte di ingredienti abilitanti per una più efficace e sapiente implementazione dell’economia circolare e della transizione ecologica in Europa e nel Mediterraneo: un punto di riferimento a livello internazionale, con uno sguardo sempre più rivolto alle nuove sfide globali. […] Degli oltre 200 eventi in programma, 70 sono organizzati dal Comitato Tecnico Scientifico: un pool di oltre 80 esperti italiani e internazionali, che garantisce il rigore scientifico e tecnologico e la qualità dei contenuti».
Stati Generali della Green Economy
La giornata inaugurale di Ecomondo ha visto anche l’apertura della 14a edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy.
La nuova edizione si è aperta con la presentazione della Relazione sullo stato della green economy 2025 e ha proposto come focus lo stato e le prospettive della transizione ecologica europea nel nuovo contesto globale.
La fotografia dell’Italia delle green economy contenuta nella Relazione sullo Stato della Green Economy 2025 dice che lo stato di salute della green economy in Italia registra luci ed ombre.
Nel 2024, tra le note negative:
- le emissioni di gas serra diminuiscono troppo poco;
- aumentano i consumi finali di energia per edifici e trasporti e si importa troppa energia dall’estero;
- il consumo di suolo non si arresta;
- la mobilità sostenibile si scontra con 701 auto ogni 1000 abitanti, il numero più alto d’Europa.
Dall’altro lato, in positivo:
- la produzione di energia elettrica da rinnovabili è arrivata al 49% di tutta la generazione nazionale di elettricità;
- l’Italia mantiene il suo primato europeo in economia circolare;
- l’agricoltura biologica cresce del 24% nel 2024;
- le città italiane mostrano vivacità nella transizione ecologica.
«Abbiamo messo al centro di questa edizione un tema cruciale per il nostro paese: conviene o meno all’Italia tornare indietro nella transizione a una green economy decarbonizzata, circolare e che tutela il capitale naturale?» ha affermato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile.
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