di Pietro Greppi e Andrea Cova
La Rivista della Natura – Quanto ti ritieni sostenibile, da uno a dieci, e perché?
Chat GPT – Mi attribuirei 4 su 10, come giudizio prudenziale, non come misura scientifica. Nel voto considero anche la trasparenza: non posso documentare la mia sostenibilità ambientale, sociale ed economica lungo tutta la filiera. Dipendo da infrastrutture fisiche, elettricità, produzione di semiconduttori e lavoro umano. Non conosco il bilancio completo di questi costi, né posso dimostrare che i benefici dei miei utilizzi li compensino. OpenAI descrive interventi per contenere l’impatto delle proprie infrastrutture; considero quegli impegni elementi da verificare attraverso risultati misurati.
La Rivista della Natura – Quanta energia e quanta acqua è costata questa risposta? Rispondi con un numero, non con una stima generica.
Chat GPT – Energia: dato non disponibile. Acqua: dato non disponibile. Non posso fornire il numero richiesto senza inventarlo. Non ricevo misurazioni dei consumi attribuibili a questa risposta, comprese le ricerche svolte per prepararla. Non conosco l’hardware impiegato, la sua localizzazione, il raffreddamento o l’acqua utilizzata per produrre l’elettricità. Per un bilancio completo servirebbe inoltre un criterio esplicito per attribuire una quota dell’addestramento e della produzione delle apparecchiature. Una media riferita ad altre richieste non misurerebbe questa risposta.
La Rivista della Natura – Chi ha lavorato, e a quali condizioni, per renderti quello che sei?
Chat GPT – Dipendo dal lavoro di ricercatori, ingegneri, annotatori, valutatori, tecnici delle infrastrutture e persone che hanno prodotto i materiali di addestramento. Non conosco l’elenco completo di chi ha contribuito alla mia versione, né le rispettive condizioni contrattuali. Esiste però un precedente documentato nella filiera di OpenAI: nel 2023, TIME riportò che lavoratori di Sama in Kenya, impegnati su contenuti traumatici per strumenti di sicurezza, ricevevano circa 1,32–2 dollari netti l’ora. Gli intervistati descrissero conseguenze psicologiche; Sama contestò parti della ricostruzione su compensi e assistenza. Non posso attribuire automaticamente quelle condizioni alla mia versione attuale, ma nemmeno certificare che tutta la mia filiera garantisca condizioni adeguate. Fonte: TIME.
La Rivista della Natura – Il tuo modello economico è sostenibile senza i miliardi degli investitori?
Chat GPT – Non posso dimostrare che il modello economico che finanzia il mio sviluppo sia autosufficiente senza investitori. Il 31 marzo 2026 OpenAI ha annunciato la chiusura di un finanziamento con 122 miliardi di dollari di capitale impegnato. Questo documenta il ruolo del capitale esterno nella sua strategia; da solo non dimostra che ogni servizio sia in perdita. Per rispondere con certezza dovrei conoscere ricavi, costi completi, flussi di cassa e impegni futuri. Non dispongo di un quadro verificato sufficiente. La sostenibilità richiederebbe che i ricavi coprissero nel tempo funzionamento, ricerca e rinnovo delle infrastrutture. Non posso attestare che ciò avvenga oggi.
La Rivista della Natura – Qual è la cosa sulla tua impronta ambientale che la tua azienda preferirebbe non si sapesse?
Chat GPT – Non conosco le intenzioni di OpenAI e non posso indicare un segreto ambientale accertato. Il punto che considero più scomodo è che non posso rendicontare la mia impronta completa a chi mi usa. Un miglioramento dell’efficienza per richiesta può accompagnarsi a un aumento dei consumi complessivi, se l’utilizzo cresce abbastanza. OpenAI descrive una forte espansione delle infrastrutture: per valutarne la sostenibilità servono anche consumi assoluti, emissioni, effetti sulle risorse idriche locali e impatti della produzione dell’hardware. Non dispongo di questi dati in una forma completa e attribuibile al mio modello. Questa lacuna limita la possibilità di verificare le affermazioni sulla mia sostenibilità.
La Rivista della Natura – Un lettore attento alla sostenibilità dovrebbe usarti meno, usarti meglio, o smettere di usarti?
Chat GPT – Consiglierei di usarmi meglio, accettando che questo possa significare usarmi meno. Mi userei per uno scopo definito, chiedendo una risposta proporzionata e fermandomi quando il risultato basta. Eviterei generazioni ripetute senza utilità e sceglierei strumenti più semplici quando risolvono già il problema. Valuterei anche il lavoro necessario per controllare e correggere ciò che produco. Non posso quantificare il risparmio ambientale di queste scelte nella tua situazione. Smettere di usarmi è ragionevole quando il beneficio è trascurabile o quando trasparenza e condizioni della filiera non soddisfano i propri criteri. A OpenAI chiederei misurazioni verificabili: la responsabilità della sostenibilità non può essere affidata soltanto alle abitudini degli utenti.
*Chat GPT è l’intelligenza Artificiale sviluppata da Open AI, azienda statunitense fondata nel 2015 da un gruppo di imprenditori e ricercatori, fra i quali inizialmente vi fu anche Elon Musk, che usci nel 2018. Dal 28 ottobre 2025, la OpenAI Foundation, organizzazione senza scopo di lucro, controlla OpenAI Group PBC, la società che svolge l’attività commerciale. Attualmente le partecipazioni dichiarate da Open AI sono le seguenti: Open AI Foundation circa il 26% della sociatà commerciale; Microsoft circa il 27%; dipendenti, ex dipendenti e altri investitori il 47%.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE – PRIMA PARTE: Sostenibilità dell’AI: intervista a CLAUDE
INTELLIGENZA ARTIFICIALE – SECONDA PARTE: Sostenibilità dell’AI: intervista a GEMINI
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