Il DDL 1552 sulla caccia – che apporterà importanti stravolgimenti alla legge 157/92 – si arricchisce di nuovi discutibili contenuti.
Il DDL, che già prevede riduzione di aree protette, più specie cacciabili, nessun controllo scientifico, caccia sui litorali e possibilità agli stranieri di cacciare in Italia senza limiti, ha visto di recente l’inserimento di due nuove modifiche che stanno suscitando ulteriore sconcerto.
La prima riguarda il riconoscimento della figura di imprenditore agricolo ai gestori di aree di caccia private, che potranno così accedere a finanziamenti pubblici.
Un ulteriore emendamento sarebbe teso a evitare la pronuncia sulla legittimità del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale da parte della Corte costituzionale.
Fermare in Senato il DDL 1552
Ben 50 associazioni si sono rivolte al Governo per fermare in Senato il DDL 1552 che va, non solo contro all’art. 9 della Costituzione – che tutela ambiente, biodiversità, ecosistemi e animali anche nell’interesse delle future generazioni- ma anche alla volontà popolare. Sono, infatti, oltre 400mila le persone che con la propria firma si sono dette contrarie a questo DDL e oltre 50mila quelle a favore della legge di iniziativa popolare per l’abolizione della caccia e del sopruso del libero accesso di persone armate nelle proprietà private altrui.
Dal 2007 al 2025 le morti in Italia causate da fucili da caccia sono state 462 e secondo i più recenti sondaggi IPSOS l’85% degli italiani si è detto contrario alla caccia.
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