L’ONG Surfrider Foundation Europe ha pubblicato una dura presa di posizione contro i rifiuti generati dall’industria del tabacco. L’Associazione chiede il divieto a livello europeo di filtri per sigarette, bustine di nicotina e sigarette elettroniche usa e getta (le cosiddette “puffs”).
Per tutto il mese di giugno, i volontari di Surfrider sosterranno la richiesta attraverso importanti iniziative di raccolta dei mozziconi di sigarette sulle spiagge, intorno ai laghi e lungo i fiumi in tutta Europa.
I filtri delle sigarette sono un nemico per l’ambiente
I prodotti dell’industria del tabacco hanno un impatto ambientale significativo durante l’intero ciclo di vita.
I filtri delle sigarette, infatti, assorbono migliaia di sostanze chimiche tossiche, tra cui nicotina, idrocarburi policiclici aromatici, nitrosammine e metalli pesanti. In totale, da un singolo mozzicone possono essere rilasciate nel suolo, nelle acque superficiali e nelle falde acquifere quasi 7.000 sostanze chimiche, tra cui più di 40 mutageni e agenti cancerogeni noti.
Le sostanze chimiche rilasciate nell’ambiente con il passare del tempo si deteriorano, esponendo la fauna selvatica a una vasta gamma di sostanze inquinanti, alcune delle quali possono bioaccumularsi nelle catene alimentari.
I mozziconi di sigarette rappresentano, inoltre, una fonte significativa di inquinamento da microplastiche.
Le campagne di raccolta e pulizia
Nel 2025, i 17.172 partecipanti hanno quantificato 587.514 mozziconi di sigaretta, collocandoli ancora una volta al primo posto tra i rifiuti contati.
Di fronte a questo flagello, Surfrider si mobilita da molti anni e ha lanciato l’allarme presso le autorità pubbliche francesi ed europee. Tuttavia, ora desidera che la nocività dell’intera industria del tabacco sull’ambiente sia riconosciuta più ampiamente. L’ONG ha chiesto il divieto dei filtri per sigarette, basandosi in particolare sul lavoro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: «Non ci sono prove che suggeriscano che i filtri apportino benefici comprovati per la salute» afferma l’organizzazione. I filtri servono principalmente a un interesse economico e di marketing per i produttori perché rendono il gusto più morbido riducendo l’asprezza del fumo di tabacco. Facilitano l’iniziazione tra i giovani e possono essere utilizzati per attirare nuovi consumatori.
Studi recenti suggeriscono che potrebbero addirittura aggravare i rischi attenuando il gusto del tabacco e incoraggiando un’inalazione più profonda del fumo.
Altri prodotti del tabacco da vietare
Surfrider Foundation chiede anche il divieto di altri prodotti come le bustine di nicotina e le sigarette elettroniche usa e getta. Questi articoli possono essere considerati plastica monouso. Sono commercializzati dall’industria del tabacco come alternative alle sigarette o come strumenti per aiutare i consumatori a smettere di fumare.
«Dietro ogni filtro, ogni boccata e ogni bustina di nicotina, ci sono plastica, sostanze tossiche e una realtà di cifre che continuano a crescere: l’inquinamento che finisce nelle nostre strade, nei nostri fiumi e nei nostri oceani. Continuare a commercializzare prodotti destinati a diventare rifiuti dopo pochi minuti di utilizzo non ha più alcun senso dal punto di vista ambientale o sanitario. Di fronte a un inquinamento così evitabile, il divieto di questi prodotti è quindi la misura più coerente ed efficace» spiega Lucie Padovani, Advocacy Officer di Surfrider Foundation Europe.
Una campagna di sensibilizzazione e di azione sul campo
Per tutto il mese di giugno, Surfrider mobiliterà migliaia di volontari attraverso la sua campagna europea “Surfrider Against Cigarette Butts”. L’obiettivo: invitare tutti a partecipare a campagne di raccolta dedicate ai rifiuti derivanti dai prodotti del tabacco, mettendo in luce questo tipo di inquinamento dalle conseguenze disastrose.
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