“La tradizione non è qualcosa da proteggere, ma da impiegare attivamente affinché possa funzionare da trampolino di lancio per una nuova creazione”
Tadashi Suzuki
Questo pensiero scritto da un importante regista teatrale contemporaneo, Tadashi Suzuki, trova il proprio spazio nel contesto teatrale e artistico in generale. Eppure, potremmo azzardare di estrapolare questo stupendo concetto e renderlo un prezioso aforisma, da poter declinare in diverse situazioni.
Infatti, ci siamo spesso soffermati sull’importanza del cambiamento e di dirigerci verso di esso senza la paura di lasciare alle spalle insane abitudini e questa frase di Suzuki continua a invitarci a mutare le nostre prospettive.
Anche per quanto riguarda la nostra idea di tradizione è accaduto ciò che succede spesso a dei concetti fondamentali, vengono cioè travisati, dimenticati o portati all’estremo; il regista giapponese ci esorta a non considerare tradizione qualcosa che ci incatena, qualcosa che ci ingabbia in consuetudini prive di significato e svuotate di ogni spinta creativa, bensì vuole indicarci il senso della tradizione: aprire strade nuove. Sembra una contraddizione, ma non lo è. In fondo, è come quando un padre aiuta la figlia ad andare sulla bicicletta con le rotelle, ma è pienamente soddisfatto nel momento in cui lei stessa andrà da sola e troverà la propria pedalata.
Così dovrebbe essere anche per la delicata situazione che siamo chiamati a vivere con il nostro pianeta. Troppo a lungo ha fatto da padrona una voce invischiata con l’economia e il mercato, troppo a lungo gli interessi politici hanno trovato posto, mascherati con obiettivi “green”, tra i risultati da perseguire. È tempo di abbandonare false piste, false tradizioni, e cambiare. È sufficiente anche solo pensare a tutta l’innovazione di pensiero (e azione) che la fisica quantistica sta portando alla luce, andando a studiare aspetti che l’umanità degli albori conosceva perfettamente. Tutto è basato su un certo equilibrio e noi dobbiamo prendere consapevolezza una volta per tutte che siamo inscindibilmente legati alla Natura che ci circonda. Perciò, andando a riscoprire cosa davvero era tradizionale presso i popoli antichissimi o anche solo presso alcuni bisnonni di campagna e montagna, potremo creare nuove soluzioni per la situazione odierna, senza infierire su popoli di altri continenti per avere metalli preziosi per batterie elettriche o danneggiando il loro mondo con la deforestazione.
È molto nota la regola aurea, fai agli altri quello che vuoi sia fatto a te (o anche nella versione con la negazione): dovremmo ora fare un altro salto in avanti, usando appunto come trampolino un’autentica tradizione, e applicare questa regola anche alla Natura, per poter assaporare di nuovo un autentico concetto di libertà e condivisione con il nostro pianeta. Inoltre avremmo sicuramente una marcia in più per quanto riguarda il nostro stato psicofisico. Cosa aspettare dunque? Tutti siamo invitati a creare qualcosa di nuovo che conduca a un cambiamento autentico l’umanità.
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