La biodiversità microbica è considerata una risorsa preziosa per la scienza e l’industria, con implicazioni per l’economia e la finanza. Un recente report dell’Organisation for Economic Cooperation and Development (OECD), intitolato “The Bioeconomy to 2030: designing a policy agenda”, si prevede che, entro il 2030, i prodotti che derivano dalla biotecnologia bianca e dalla bioenergia rappresenteranno circa un terzo della produzione industriale totale. Il raggiungimento di tale obiettivo dipenderà, in ultima analisi, dalla capacità della comunità scientifica e industriale di sfruttare il potenziale biotecnologico dei microrganismi.
A questo scopo è stato presentato dall’Università di Torino, dal Rettore professor Stefano Geuna, il progetto “Strengthening the MIRRI Italian Research Infrastructure for Sustainable Bioscience and Bioeconomy” che ha lo scopo di rafforzare la rete nazionale di microrganismi per conservare e valorizzare la biodiversità microbica fornendo strumenti efficaci per affrontare le grandi sfide sociali, economiche e ambientali.
Il progetto MIRRI-IT (scarica qui la presentazione), coordinato da Giovanna Cristina Varese, docente del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi UniTo, è stato approvato dal Ministero dell’Università e della Ricerca all’interno dei finanziamenti previsti dal PNRR per la creazione e il rafforzamento di Infrastrutture di ricerca.
La biodiversità microbica
Il progetto metterà in rete risorse e competenze scientifiche di eccellenza: la piattaforma permetterà di consultare un catalogo nazionale che comprende circa 200.000 microrganismi conservati con elevati standard di qualità e di accedere a una vasta gamma di servizi e proposte formative.
L’Infrastruttura MIRRI-IT favorirà il trasferimento tecnologico e la formazione in diversi ambiti applicativi di grande rilevanza, quali Salute, Alimentazione, Agricoltura, Ambiente ed Energia, aumentando il beneficio che la società può trarre dalla conoscenza e dalla valorizzazione della biodiversità microbica.
La biodiversità microbica è considerata una risorsa preziosa per la scienza e l’industria, con implicazioni per l’economia e la finanza. I microrganismi e i microbiomi svolgono un ruolo fondamentale non solo per l’equilibrio degli ecosistemi, ma anche in moltissime applicazioni biotecnologiche che quotidianamente supportano il progresso della nostra società verso una bioeconomia sostenibile, grazie all’integrazione e sostituzione delle attuali pratiche e tecnologie con processi biotecnologici.
Grazie al progetto SUS-MIRRI numerosi centri di ricerca dedicati a tutti i principali gruppi di microrganismi (virus, batteri, funghi filamentosi, lieviti e microalghe) saranno dotati di apparecchiature all’avanguardia e di una piattaforma informatica efficiente. In virtù dell’enorme lavoro svolto dai microbiologi italiani in questo contesto, è auspicabile che nelle prossime settimane il MUR sottoscriva l’adesione dell’Italia al Consorzio europeo dedicato ai microrganismi MIRRI-ERIC.
Per quanto riguarda UniTo, negli ultimi 10 anni l’Ateneo ha dimostrato di essere il centro di riferimento nazionale per i microrganismi: è presente infatti una delle più importanti biobanche europee di microrganismi, la Turin University Culture Collections (TUCC) che, grazie al coinvolgimento di otto Dipartimenti, conserva circa 20.000 ceppi microbici rappresentativi dei principali gruppi di microrganismi.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.






