Non tutti sanno che nel 2009 (ormai 12 anni fa) l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato l’International Mother Earth Day e, a pochi mesi di distanza, ha dato avvio all’iniziativa “Harmony with Nature”.
Si tratta di due provvedimenti di grande valore, perché hanno l’obiettivo proclamato di promuovere una ridefinizione della relazione tra esseri umani e mondo naturale.
di Sofia Bolognini
L’International Mother Earth Day, istituito per il 22 aprile di ogni anno, è quindi il “giorno della madre terra”, ovvero la giornata in cui in tutto il mondo dovrebbe essere celebrato il riconoscimento alla Madre Terra e ai suoi ecosistemi che costituiscono la nostra casa comune.
Una ricorrenza che, a dodici anni di distanza, è ancora poco sentita e conosciuta a livello globale, ma che andrebbe valorizzata con maggior decisione dalle autorità nazionali perché, come specificato dal Presidente della Bolivia Evo Morales «la proclamazione di questa ricorrenza è un evento senza precedenti nella storia dell’umanità. Viene istituita una giornata dedicata a una profonda riflessione sul pianeta Terra nella consapevolezza che, così come il ventesimo secolo è stato il periodo del riconoscimento dei diritti umani, il ventunesimo secolo dovrebbe essere il secolo dei diritti di Madre Terra».
“Se vogliamo veramente vivere in armonia con la Natura, dobbiamo riconoscere che non solo gli esseri umani sono portatori di diritti, ma anche le piante, gli animali e tutti gli altri esseri viventi”.
A partire da questa presa di coscienza collettiva, il progetto “Harmony with Nature” realizza un report annuale per raccontare l’evoluzione del rapporto uomo/natura secondo modelli di reciprocità e coappartenenza non più antropocentrici ma ecocentrici – e quindi, sostenibili. All’interno del report vengono raccolte tutte le leggi e le disposizioni emanate nei vari Paesi del mondo a difesa dell’ambiente, ma anche gli esempi virtuosi di realtà che promuovono modelli alternativi di relazione e connessione con gli elementi naturali.
All’interno del report 2019 sono tante le realtà italiane segnalate come virtuose, soprattutto tra la Toscana e la Lombardia. Un dato che fa ben sperare per il futuro sempre più sostenibile dell’intero paese. Sono soprattutto le imprese impegnate nei settori della cultura e del sociale in prima fila per difendere i diritti dei viventi e rimettere al centro la madre terra nel lavoro quotidiano con le comunità e i territori; tra queste esperienze, non a caso, figura la Libera Università del Bosco (www.unilub.it) sul Monte di Brianza. Un’idea della Coop Soc Liberi Sogni Onlus.
“L’università è aperta a tutti” cita il report delle Nazioni Unite “e mira a promuovere l’armonia con la Natura, utilizzando l’espressione Natura Maestra di Vita, e sottolineando l’importanza di una relazione sempre più profonda tra esseri umani e ambiente naturale”.
L’Università ha un catalogo di proposte formative esperienziali attivabili su richiesta per singoli, gruppi, scuole condotte da un team di 20 docenti ed esperti e promuove itinerari e percorsi tematici nei boschi del Monte di Brianza.
A questo link i corsi e le proposte a calendario a cui è possibile iscriversi.




