“Le fonti di ispirazione e gli stimoli più fecondi a sostegno del mio lavoro derivano da quei primi soggiorni in Italia, da questi incontri felici col paesaggio italiano, con la sua architettura, i suoi monumenti, gli edifici, i ruderi, le città e le campagne”
Eugene Berman
Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) coltiva una vera e propria passione elettiva per il nostro Paese, a partire da una rivisitazione del tema del “viaggio in Italia” che affonda le sue radici nei viaggi di intellettuali e artisti del XVII secolo, nei Grand Tour del XIX secolo, nelle memorie di Stendhal e di Goethe.
Come molti neo-romantici, Berman subisce il fascino dell’Italia, ne studia con passione e attenzione i periodi più influenti, dalla classicità al Barocco passando ovviamente per il Rinascimento, e frequenta a più riprese città e luoghi di cultura. Sulle tele, nelle illustrazioni e nei lavori per il teatro, guarda ai resoconti di viaggio, alle architetture italiane, alle esperienze dei “grandi”, dando vita a un diario visivo onirico, in cui l’esperienza del presente si mescola con i richiami alla tradizione artistica e letteraria.
Il Mart Rovereto presenta la più grande retrospettiva mai dedicata a Eugene Berman, ripercorrendo le principali fasi di una carriera internazionale avviata a Parigi, proseguita negli Stati Uniti e conclusa a Roma. La mostra approfondisce la figura di un grande protagonista della cultura del XX secolo e allo stesso tempo profondamente influenzato dalla tradizione: “Eugene Berman, classico moderno”.
Nato in Russia nel 1899 visse in Europa e negli Stati Uniti; negli anni Cinquanta si traferì a Roma, dove rimase fino alla morte nel 1972. Berman fu pittore, illustratore, scenografo, fotografo di viaggio dilettante, collezionista.
La mostra “Eugene Berman -Modern Classic”, da un’idea di Vittorio Sgarbi ed Elisabetta Scungio, è a cura di Sara De Angelis, Denis Isaia, Peter Benson Miller, Ilaria Schiaffini. In collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali Lazio, Ministero della Cultura.
- Eugene Berman “Apotheose de Lorenzo Bernini”, 1940. © Collection of Alexander Kuznetsov and Pavel Meliakov
- Eugene Berman “Solitude”, 1941. © Collection of Alexander Kuznetsov and Pavel Meliakov
La mostra
Oltre 100 dipinti, accompagnati da un pari numero di carte, un cospicuo insieme di reperti archeologici e antichità dalle collezioni dell’autore, documenti, taccuini e fotografie d’archivio permettono di scoprire quell’incredibile miscela di realtà e poesia, di verosimiglianza e visione immaginaria, di passato e modernità che costituisce il tratto caratteristico dell’opera di Eugene Berman.
Il percorso espositivo segue un andamento cronologico, intervallato da due affondi di contesto e di approfondimento. Il primo è dedicato al gruppo dei neo-romantici, una variante sentimentale e nostalgica del Surrealismo francese. Il secondo affondo segue le vicende di Berman a Roma. A cavallo tra gli anni Quarata e Cinquanta Berman è in contatto con una serie di artisti legati dall’interesse per l’arte visionaria e citazionista.
- Eugene Berman “Veduta immaginaria di Palestrina”, Roma, 1962. © Zelenina Collection
- Eugene Berman “The decapitated muses III”, 1967. © Collection of Sergei & Valentina ReviakinEugene Berman
Info
T.+39 0465 670820
T.+39 0464 438887
Orari
- mar, mer, gio, dom: 10-18
- ven, sab 10-19.30
- lunedì chiuso
Biglietti
- Intero 15 Euro
- Ridotto 10 Euro
- Gratuito fino ai 14 anni e persone con disabilità
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