Fare ricerca è fondamentale per gli scienziati, qualsiasi sia l’ambito prescelto, per garantire un miglior un miglior futuro. Si può trarre maggior beneficio da questi studi nel caso in cui alla ricerca collaborino nazioni, enti e associazioni. Grazie alla condivisione di risorse, conoscenze e tecnologie, gli scienziati possono affrontare sfide articolate su una scala più ampia e con una prospettiva interdisciplinare. Tale cooperazione assicura lo scambio di idee e la produzione di connessioni che velocizzano il progresso scientifico.
Trec per un pianeta sano
Trec (Traversing European Coastlines) è il primo progetto al mondo di portata continentale con l’obiettivo di monitorare le coste europee. Mare, terra e atmosfera saranno esaminate nelle loro caratteristiche tramite metodologie differenti per poi rappresentare un quadro complessivo delle coste del continente.
Si studia a fondo, dunque, lo stato di salute di un’area precisa, in ogni suo elemento, concentrandosi sul punto della costa dove si incontrano mare e terra, ma non solo, ci si focalizza anche nei 300 metri verso l’entroterra e nei mille verso il mare aperto a partire dalla battigia.
Allo studio collaborano oltre 150 gruppi di ricerca, 70 istituzioni, partner locali dei 21 Stati coinvolti numerosi enti e istituti, fra questi ci sono:
- Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (Embl), che guida il programma;
- la Tara Ocean Foundation;
- il consorzio Tara Oceans;
- l’European Marine Biology Resource Centre (Embrc).
In questo progetto una squadra di campionatori sta viaggiando tra i Paesi dell’Unione europea e sta ripetendo le medesime condizioni di rinvenimento di campioni e di analisi, in modo da uguagliare i dati ricavati e standardizzare la metodologia.
Tutto questo è possibile grazie all’Advance Mobile Laboratory dell’Embl, un “camion-laboratorio” altamente specializzato che si trasforma in un centro analisi per analizzare in loco, evitando il processo di congelamento che può alterare alcune proprietà del campione. Oltre a questi due mezzi, in Italia è coinvolta anche la nave oceanografica del Cnr Gaia Blu, che contribuisce allo studio della biodiversità microbica, con un occhio di riguardo per la biogeochimica.
Il viaggio di Tara
La goletta ha scandagliato le coste nord-europee e oceaniche, dal mar Baltico al mare del Nord fino all’Oceano Atlantico. Ora è approdata nel Mar Mediterraneo, è partita dalla Spagna e arriverà in Grecia passando per l’Italia.
Nella nostra penisola sono state individuate specifiche città in cui svolgere le analisi previste: Pisa, Napoli, Amendolara (Calabria), Lesina (Puglia) e Chioggia (Veneto), sono coste diverse fra loro, scelte appositamente per ottenere dei campioni differenziati, in modo da avere un’immagine completa.
La Stazione Zoologica Anton Dohrn che ospita la spedizione a Napoli evidenzia che: «TREC è il primo progetto continentale che studia gli ecosistemi costieri e la loro risposta all’ambiente. I nostri mari e le nostre coste ospitano una ricchissima diversità di forme di vita e svolgono un ruolo fondamentale per la stabilità e la sostenibilità di ecosistemi più ampi. Tuttavia, le interferenze antropiche stanno portando a una perdita accelerata della diversità genetica delle specie e alla distruzione degli ecosistemi. Grazie al campionamento lungo l’intera costa europea, la spedizione TREC fornirà una comprensione più ampia e approfondita di come gli ecosistemi rispondono alle sfide naturali e antropiche».
È una spedizione di ricerca unica nel suo genere, in particolar modo per l’uso di laboratori mobili. La comprensione di come gli ecosistemi sono influenzati da diversi fattori ambientali, come l’inquinamento, la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico è fondamentale per trovare una soluzione alle pressanti sfide ambientali.
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