La naturale e intrinseca affinità dell’alluminio rispetto ai principi della Prevenzione determina, con particolare riferimento agli impieghi nel settore del packaging, una continua e progressiva ottimizzazione nell’utilizzo di materia e di energia, tale da garantire, per tutte le tipologie di imballaggio, significative performance in termini di riduzione di pesi.
Se è evidente che per ogni categoria di packaging in alluminio, dal rigido, al semi-rigido, al sottile viene impiegato tanto materiale quanto ne serve per garantire le caratteristiche funzionali delle diverse tipologie – basti pensare agli spessori delle bombolette, delle lattine, delle vaschette, fino ai pochi micron del foglio – è altrettanto evidente che le caratteristiche del materiale e l’alta tecnologia dei processi di lavorazione richiedono, per conseguire nel tempo progressive riduzioni di peso e spessore, una forte propensione da parte della filiera alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni in grado di produrre elevate performance industriali e ambientali a lungo termine.
Allo scopo di registrare quelle che nel tempo sono state le evoluzioni più significative nella struttura del packaging in alluminio, consentendo modifiche e miglioramenti capaci di affermare e consolidare i valori di sostenibilità che da sempre caratterizzano la filiera, abbiamo commissionato – nell’ambito delle attività di Ricerca & Sviluppo – all’Istituto Italiano Imballaggio uno studio per tracciare e determinare il “Trend evolutivo del packaging in alluminio ai fini della prevenzione” negli ultimi venti anni, con l’obiettivo di misurare, per le principali tipologie di packaging, la riduzione di materiale impiegato a parità di volume.
Lo studio riguarda quindi la riduzione dei pesi avvenuta per alcune tipologie di imballaggi in alluminio dal 2000 al 2020.
Le tipologie di imballaggi prese in esame sono: la lattina per bevande, le chiusure, le bombolette, le scatolette, le vaschette e il foglio sottile. Partendo dai dati relativi al 2020 si è proceduto a ritroso per stimare numericamente i risparmi in termini di materiale utilizzato per produrre gli imballaggi in alluminio. I calcoli sono stati fatti sul peso in tonnellate di imballaggi in relazione al numero di pezzi (singolo imballaggio).
Dello studio che, in forma completa, è disponibile nell’area Prevenzione del sito Internet del Consorzio, riportiamo di seguito i principali risultati emersi per ognuna delle tipologie di imballaggio esaminate.
- © CiAl
- © CiAl
Lattina per bevande
Il peso in grammi di una lattina (formato medio con prevalenza 33 cl) è passato dai 14 g del 2000 agli 12,2 g attuali, apportando una diminuzione di peso del 12%. La riduzione del peso della lattina presa in esame è avvenuta gradualmente, ed il suo iter è iniziato ben prima di 20 anni fa. Infatti, dal 1983 ad oggi il peso della lattina si è ridotto del 40% circa. Una lattina di alluminio nel 1983 pesava 18,6 g. La riduzione di peso è stato il frutto graduale di un assottigliamento negli spessori passati da 0,30 mm a 0,25 mm. Per rendere visibile il reale contributo alla “prevenzione”, reso possibile dalla diminuzione di peso della singola lattina, sono state ricalcolate, per ognuno degli anni considerati, le tonnellate di lattine prodotte ipotizzando un peso costante dell’imballaggio stesso, assumendo che nel 2020 il peso della lattina fosse uguale a quello del 2000. Da tale analisi deriva che il risparmio totale in 20 anni è stato pari a circa 51.200 tonnellate di alluminio, con un risparmio medio annuo pari a circa 2.560 tonnellate.
Foglio sottile
Rientrano in questa categoria di imballaggi gli incarti per cioccolatini, biscotti, formaggi, foglio da incarto domestico e commerciale. Per quanto riguarda gli imballaggi in foglio sottile il calcolo applicato non ha potuto tenere conto del numero dei pezzi e l’elemento di riferimento è stato lo spessore del foglio. Dal 2000 ad oggi si è passati da uno spessore di 0,040 mm a 0,029 mm, con una riduzione di peso di oltre 27,5%. Applicando un coefficiente di correlazione, è stato stimato che, con la riduzione di peso e l’assottigliamento del foglio, nel 2020 il risparmio stimato è pari a circa 122 tonnellate di alluminio.
Calcolando il risparmio totale per questi ultimi 20 anni si ipotizza un risparmio complessivo per questa tipologia di confezionamento di circa 2.500 tonnellate di alluminio.
Chiusure
Dal 2000 ad oggi le chiusure hanno subito una riduzione di peso, che si è aggirata intorno al 2,5% (variazione media fra le diverse tipologie). Essendo le chiusure di diversi tipi, formati e
grandezze, le analisi e le valutazioni sono state effettuate considerando il peso medio della categoria rapportando ad esso la riduzione stessa. In base alle elaborazioni condotte si passa quindi dai 2 g del 2000 al peso medio di 1,95 g per l’anno 2020. Tale riduzione è stata attuata 15 anni fa.
Per valutare il reale contributo ai fini della prevenzione, dovuto alla diminuzione di peso della chiusura, sono state ricalcolate le tonnellate prodotte ogni anno ipotizzando un peso costante, assumendo quindi che il peso della chiusura nel 2020 fosse uguale a quello del 2000.
In questo caso il risparmio totale di alluminio nella produzione di chiusure è pari a circa 7.800 tonnellate con un risparmio medio annuo di 400 tonnellate.
- © CiAl
- © CiAl
Bombolette
Per analizzare l’andamento del peso delle bombolette in alluminio è stato preso in esame un formato medio ed un peso medio che, nel 2000, era di 30 g. In questi ultimi 20 anni la riduzione si è aggirata intorno al 13,2% arrivando, nel 2020, ad un peso medio di 26,2 g. La riduzione è stata graduale nel tempo. Per rendere visibile il reale contributo alla “prevenzione”, reso possibile dalla diminuzione di peso del singolo imballaggio, come nei casi precedenti, si è proceduto ricalcolando le tonnellate di bombolette prodotte per ognuno degli anni, ipotizzando un peso costante dell’imballaggio stesso.
Dalla analisi effettuata deriva che il risparmio totale in 20 anni è stato pari a circa 9.000 tonnellate di alluminio, corrispondente ad un risparmio medio annuo di circa 500 tonnellate.
Scatolette
Per analizzare l’andamento del peso delle scatolette in alluminio è stato preso in esame un peso medio ed un formato medio. Considerato che nel 2000 il peso medio era di 18 g. e nel 2020 di 16,9 g. in questi ultimi 20 anni la riduzione si è aggirata intorno al 6,4%. Anche in questo caso la riduzione è stata graduale nel tempo. Anche in questo caso, al fine di rendere visibile il reale contributo alla “prevenzione” reso possibile dalla diminuzione di peso del singolo imballaggio si è proceduto ricalcolando le tonnellate di scatolette prodotte per ogni singolo anno ipotizzando un peso costante dell’imballaggio stesso. Dalle elaborazioni discende quindi che il risparmio totale in 20 anni è stato pari a circa 27.000 tonnellate di alluminio, con un risparmio medio annuo di circa 1.350 tonnellate.
Vaschette
Rientrano in questa categoria di imballaggi tutti i tipi di vaschette di vari formati destinate ad uso alimentare. Per quanto riguarda le vaschette il calcolo applicato non ha potuto tenere conto del numero dei pezzi e l’elemento di riferimento è stato lo spessore del foglio utilizzato per realizzarle.
Negli ultimi 20 anni, si è passati da uno spessore medio di 0,08 mm a 0,07 mm e con una riduzione di peso del 15% circa. Applicando un coefficiente di correlazione, possiamo affermare che, con la riduzione di peso e l’assottigliamento del foglio utilizzato per produrre le vaschette, nel 2020 (dato reale) si registra un risparmio di circa 461 tonnellate di alluminio, grazie alla riduzione qui analizzata.
Calcolando il risparmio totale per questi ultimi 20 anni si ipotizza un risparmio complessivo per questa tipologia di confezionamento di circa 9.000 tonnellate di alluminio.
Sommando i risultati ottenuti per le tipologie di imballaggi in alluminio analizzate, si arriva ad un risparmio totale di circa 107.000 tonnellate, quasi pari al 76% della produzione complessiva prevista per il 2020, con 5.350 tonnellate risparmiate mediamente ogni anno.
Ovviamente tutto questo non influisce solo sull’approvvigionamento di alluminio, sia esso proveniente da materia prima o da rottame ma, a cascata, su tanti costi di produzione e sul risparmio energetico. Facendo un esempio numerico il risparmio di alluminio medio annuo avuto negli ultimi 20 anni equivale ad oltre 51.000 carrozzerie per auto, mentre il risparmio totale di 107.000 tonnellate di alluminio si traduce in mancate emissioni serra pari a 936.000 tonnellate di CO2 equivalenti.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com











