È stato pubblicato il più importante studio sullo stato di conservazione degli uccelli selvatici nel nostro continente, Birds in Europe 4 realizzato dalle associazioni partner di BirdLife Europa a cui la Lipu-BirdLife Italia ha fornito, per i dati sull’Italia, un importante contributo.
Delle 546 specie di uccelli prese in esame, 207 specie di uccelli selvatici si trovano in un cattivo stato di conservazione. Tra le minacciate a livello globale: la gallina prataiola; il capovaccaio; il gabbiano corso e la berta minore.
Le specie globalmente minacciate sono triplicate passando, in pochi anni, da 24 a 74, tra le quali specie simbolo come il pulcinella di mare e la tortora selvatica.
L’area presa in esame da Birds in Europe si si estende dalla Groenlandia a nord-ovest, fino agli Urali russi a nord-est e comprende gli arcipelaghi atlantici delle Azzorre, Madera e delle isole canarie, oltre a Turchia, Cipro e Caucaso.
La valutazione dell’IUCN
Lo studio è basato sulla classificazione “Spec” della Lista rossa europea dell’IUCN. Si va dalle “Spec 1” (specie minacciate a livello globale) fino alle “Spec 3” (status di conservazione sfavorevole e non concentrate in Europa).
Nel complesso, delle 546 specie di uccelli europee valutate; 74 sono “Spec 1”, 32 “Spec 2” e 101 “Spec 3”.
Birds in Europe 4 denuncia, rispetto al 2017, un peggioramento dello stato di salute degli uccelli che vivono in Europa, in particolare per le specie tipiche degli ambienti agricoli o delle zone umide, ambienti marini o steppici.
44 specie non erano precedentemente minacciate: si tratta del piviere tortolino, del voltapietre, del labbo, della poiana calzata e dello smeriglio, specie che si riproducono nelle regioni artiche e boreali, ma anche delle più comuni in Italia soprattutto in inverno come germano reale, mestolone, frullino e beccaccia.
Crescono in modo considerevole, infine, (+56%) le specie cacciabili in stato di conservazione sfavorevole, come, tra le altre, pavoncella, mestolone, combattente e canapiglia, rendendo ancor più pesante l’impatto dell’attività venatoria sulla conservazione.
Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca della Lipu, che ha collaborato allo studio, avverte che «Lo studio rivela un peggioramento dello stato di salute degli uccelli europei, ma nel contempo ci informa come gli sforzi di conservazione prodotti dalle direttive, dalle normative nazionali e dai progetti ad hoc abbiano migliorato in diversi casi lo stato di conservazione di diverse specie particolarmente protette o in Allegato I della Direttiva uccelli, come il marangone minore, la cicogna bianca, la spatola e il nibbio reale».
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