Secondo l’indagine svolta dall’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Culturali (ISNART) per l’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (UNIONCAMERE) nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio, il trend del turismo per l’estate 2026 è positivo e dalle prenotazioni arrivano segnali di crescita.
Un’impresa su quattro (il 24,5%) registra un aumento delle prenotazioni, mentre il 45% degli operatori vede una sostanziale tenuta rispetto all’estate 2025.
Le tensioni internazionali stanno, nei fatti, ridisegnando i flussi turistici globali, favorendo quelle destinazioni, come l’Italia, che continuano a essere percepite come sicure e facilmente accessibili.
Per il periodo di punta estivo (luglio-agosto 2026), le previsioni ISNART stimano 171,8 milioni di presenze turistiche complessive, di cui oltre 89 milioni riconducibili alla componente non residente (pari al 52,0% del totale), confermando il ruolo centrale della domanda internazionale nella stagione estiva italiana.
Tra i mercati più promettenti spiccano Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera, seguiti dai principali Paesi europei.
Dalle vacanze pasquali una conferma delle destinazioni leader
La finestra pasquale del turismo ha evidenziato una forte concentrazione su destinazioni consolidate e altamente riconoscibili, coerente con le caratteristiche della vacanza breve:
- Roma domina per il segmento del turismo religioso (primo posto nazionale) e resta centrale anche per quello culturale;
- Venezia guida il turismo culturale;
- Livigno si conferma riferimento per il turismo sportivo e il cicloturismo, sostenuto anche dall’effetto Milano-Cortina 2026, con le località coinvolte che registrano una crescita del +14%, trainata soprattutto dalla componente internazionale (+21% rispetto al +16% del dato Italia).
- Assisi, San Giovanni Rotondo, Pompei consolidano il ruolo dei poli religiosi.
Accanto ai grandi attrattori, emergono anche:
- destinazioni di prossimità e slow (comuni lacuali come Bolsena, Garda e Castiglione del Lago; borghi storici e poli culturali come Urbino, Orvieto e Spello);
- centri medi con forte specializzazione di prodotto (Alba e Montalcino per l’enogastronomia; Livigno, Sestriere, Selva di Val Gardena, Roccaraso e Abetone Cutigliano per l’outdoor).
La dinamica dei prezzi nella filiera del turismo
Sul fronte dei prezzi, dalle Elaborazioni ISNART e BMTI su dati Istat, continuano a crescere i prezzi dei servizi turistici: ad aprile 2026 ristoranti, bar, pizzerie e simili segnano +3,2% annuo e oltre +10% rispetto a tre anni fa.
Anche il comparto ricettivo registra un +1,7% annuo e +13,9% sul 2023, con aumenti più marcati per villaggi vacanze e campeggi (+7,1% su base annua).
«Nonostante le preoccupazioni per la dinamica dei prezzi, alimentata dalle tensioni internazionali, le nostre destinazioni beneficiano della capacità di coniugare quasi sempre più “turismi”, offrendo quelle esperienze integrate, qualità dei servizi ed accessibilità in grado di soddisfare la domanda, in particolare quella incoming» commenta la Presidente di ISNART, Loretta Credaro.
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