L’esemplare gigante di orata del peso di cinque chili pescata vicino all’isola di Gallinara (SV) era un soggetto eccezionale, che andava rilasciata immediatamente in mare.
L’orata era quasi sicuramente una femmina. Le orate sono per la maggior parte ermafrodite proterandriche, cioè nascono maschi e a circa due anni e 30-40 centimetri di lunghezza diventano femmine.
Secondo alcune associazioni animaliste, cui si unisce l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA), è urgente aggiornare legge del 1968 sulla pesca marittima per tutelare esemplari con dimensioni fuori dal comune, prescrivendo che, se ancora vivi, vengano rimessi in mare.
Questi esemplari sono “vincenti” dal punto di vista della biodiversità e sarebbe utilissimo, per la specie a cui appartengono, che potessero tramandare i loro geni il più a lungo possibile, viste altresì le condizioni pessime in cui versano il 75% delle specie marine mediterranee, non solo per l’inquinamento e la plastica ma anche per la pesca, professionale e sportiva, fuori controllo.
Secondo l’OSA andrebbe proibito ai pescatori sportivi l’uso di attrezzi professionali, come nasse e palangari, e proibire le micidiali “ferrettare”, reti derivanti lunghe fino a 2.500 metri e con maglia da 100 millimetri, letali per i cetacei.
Pesce delle acque temperate costiere
L’orata (Sparus aurata) è un pesce tipico del Mediterraneo, diffuso in tutte le acque calde e temperate costiere. Normalmente può raggiungere i 70 cm di lunghezza e i 2,5 kg di peso. Gli esemplari di 5 kg e oltre sono piuttosto rari.
In alcune regioni del Mediterraneo sono evidenti gli impatti della pesca sulla conservazione di questa specie. La pesca con reti a strascico causa un elevato tasso di catture accidentali, tra cui molte specie protette.
Anche la pesca con palangari e reti da posta e quella con lenze di fondo esercitano una forte pressione sullo stock, perché impattano prevalentemente sugli esemplari giovani.
L’ultima minaccia, in ordine di tempo, per l’orata è la proliferazione del granchio blu. Nella laguna di Orbetello, per esempio, i granchi blu stanno facendo strage di orate, ma anche di cozze e vongole che sono proprio gli alimenti delle orate, creando così un cortocircuito alimentare.
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