In Italia si vende il 12,2% di tutte le vetture in Europa. Diventa, quindi, molto significativa per i policy maker e le aziende automobilistiche capire qual è l’andamento di questo mercato. Una risposta completa e approfondita arriva dalla Sintesi Statistica 2023, realizzata dall’UNRAE – Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, l’Associazione delle Case automobilistiche estere che operano in Italia nella distribuzione e commercializzazione di autovetture.
La Sintesi Statistica 2023 può essere consultata all’indirizzo dedicato www.sintesistatistica-unrae.it
Robusta ripresa in tutti i comparti
Il 2023 ha segnato una consistente ripresa per tutti i comparti del settore automotive. Le autovetture mettono a segno una crescita del 19% passando dai 1,317 milioni del 2022 ai 1,566 milioni del 2023.
La Sintesi Statistica 2023 rileva la prevalenza di vetture ibride, che si issano al primo posto; le motorizzazioni a benzina sono in recupero; non si ferma la discesa del diesel.
Le vetture “con la spina” (elettriche pure e ibride plug-in) aumentano del 16,3% a 135.433 unità, ma la loro quota di mercato scende all’8,6% (con BEV e PHEV ferme rispettivamente a quota 4,2% e 4,4%). Un dato che conferma l’Italia all’ultimo posto fra i cinque maggiori mercati europei.
«Con il nuovo schema incentivi, il MISE ha accolto numerose richieste di UNRAE, prevedendo fra l’altro bonus unitari molto più sostanziosi dei precedenti, ma i notevoli e incomprensibili ritardi nella loro entrata in vigore hanno paralizzato per mesi il mercato degli ECV, frenando la transizione energetica ed il processo di decarbonizzazione» dichiara il Direttore Generale di UNRAE Andrea Cardinali.
Un parco auto datato
La Sintesi Statistica fa anche il quadro sul parco circolante in Italia a fine 2023, composto da 40 milioni di autovetture (oltre il 23% ante Euro 4) con età media di 12,8 anni, da circa 4,4 milioni di veicoli commerciali leggeri (39% ante Euro 4) con età media di 14 anni, da 740.000 veicoli industriali (52% ante Euro V) con età media di 14,5 anni, e da 62.300 autobus (31,9% ante Euro 4) con età media di 12 anni.
Per quanto riguarda le autovetture, il ricambio potrebbe essere accelerato anche da nuove norme, come sottolinea il Direttore Generale: «Un ulteriore fronte su cui intervenire è il regime fiscale delle auto aziendali, che penalizza tutte le imprese italiane nel confronto con le concorrenti europee. Occorre agire su detraibilità IVA, deducibilità dei costi e periodo di ammortamento».
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




