Il 2025 è stato un anno fondamentale per tutti coloro che lavorano per preservare le foreste, in collaborazione con le comunità indigene e tradizionali che sono in prima linea nella protezione delle proprie foreste, essenziali per l’economia e la sopravvivenza della popolazione locale.
La perdita globale di foreste continua a un ritmo di quasi 11 milioni di ettari all’anno, rappresentando circa il 20% delle emissioni totali di gas serra. Quattro anni fa, alla COP26, 145 Paesi si sono impegnati a porre fine alla deforestazione. Tuttavia, questo potente impegno globale mancava di un percorso pratico e scalabile per realizzarlo.
Il primo scoglio da superare per raggiungere l’obiettivo è quello di reperire le necessarie risorse finanziarie. Per questo, è nato il “Piano Forestale” di Everland, un programma che mette al centro dell’azione le comunità sul campo. Esso dimostra che indirizzando le risorse economiche verso le aree effettivamente colpite dalla deforestazione e investire nelle persone che proteggono quei paesaggi produce risultati di conservazione duraturi, rafforza l’impatto sul clima e sostiene la resilienza e la prosperità a lungo termine delle comunità indigene e tradizionali.
Quando le politiche governative e l’azione delle comunità locali si muovono insieme, allora seguirà anche il settore privato con propri investimenti. E così è stato.
Un messaggio al mondo da Belém
Alla COP30 di Belém si è svolto un evento culturale, frutto della lunga collaborazione tra Everland e Global Citizen, per trasmettere un messaggio al settore privato: il ritorno a una conservazione delle foreste incentrata sulla comunità è urgente e fattibile, anche attraverso nuovo strumento, l’Equitable Earth Standard. Il messaggio lanciato durante il “Global Citizen Festival: Amazônia”, davanti a oltre 50.000 persone riunite a Belém, è stato trasmesso in tutto il mondo.
Gerald Prolman, Executive Chairman di Everland, era sul palco al fianco dei partner di Everland mentre Concita Sompré, leader indigena del popolo Gavião Kyikatejê, parlava con chiarezza e autorità morale di cosa sia una vera partnership: «I popoli indigeni non sono beneficiari, ma leader la cui conoscenza, gestione e esperienza diretta con la foresta sono essenziali per la sua protezione».
Tre sviluppi del 2025
- Il lancio del nuovo standard di investimenti Equitable Earth M002, per favorire il coinvolgimento del settore privato a supporto della mitigazione e dell’adattamento al cambiamento climatico, inclusa la gestione forestale, creato con e per le comunità indigene e tradizionali. È stato lanciato sul mercato alla COP30 sotto la governance di un’organizzazione indipendente accreditata dall’ICVCM (che monitora i crediti di carbonio) ed è stato formalmente approvato dal governo cambogiano.
- La nuova iniziativa Indigenous Amazon Outcome Bond per sbloccare 1 miliardo di dollari per la conservazione della foresta pluviale amazzonica incentrata sulle popolazioni indigene.
- Un nuovo “approccio prospettico” alla fiducia e alla trasparenza con il Portale Progetti di Everland, che applica alla conservazione delle foreste gli stessi standard di rigore, trasparenza e responsabilità richiesti dagli investimenti su larga scala. Gli investitori istituzionali nei mercati più maturi si aspettano un prospetto che illustri la struttura, la governance, i rischi, le prestazioni e la responsabilità in modo tale da consentire una partecipazione informata.
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