Ci sono giornate fotografiche dove la monotonia si prende le ore e non le lascia più. Per tutta la mattina ho vagato per i campi percorrendo con l’auto le sterrate consentite, costeggiando campi di colza, di erba medica e seminativi vari per cercare la fuga di qualche lepre o qualche litigio di fagiani maschi, che in quel periodo non erano per niente rari. Di animali non se ne vedevano assolutamente, tutt’al più potevo optare per qualche scorcio agreste, ma con i paesaggi non ho molta dimestichezza e poi non sono il mio genere fotografico preferito.
Quando mi capita un’occasione favorevole, ovviamente, cerco di sfruttarla, ma prediligo sempre la fotografia agli animali. Quella mattina, comunque, mi ero già messo nell’ordine di idee di riprendere qualche angolo di campagna carino e un seminativo di colza si prestava all’intento. Le linee gialle, verdi e marron avrebbero sicuramente ispirato molto meglio di me tantissimi fotografi, ma io faticavo a trovare il giusto taglio per un’immagine, non dico originale, ma perlomeno non troppo banale.
Non feci in tempo a smontare il 500 mm per adottare un’ottica più corta, quando un capriolo apparve ai margini del campo. Non mi sarebbe dispiaciuto fotografarlo nel bel mezzo dei fiori gialli, invece prese a camminare lungo la striscia scura di un campo forse preparato per qualche semina. Inquadrai il capriolo e mi accorsi che non era poi così male anche in quella prospettiva, ma nello stesso momento il rumore di un trattore allarmò l’animale, che si girò e in un baleno scomparve tra la colza. Ebbi tempo di fare un solo scatto e rivedendolo capisco che sarebbe stato meglio tenere il capriolo maggiormente sulla destra, in modo che guardasse verso uno spazio più ampio, ma non potevo prevedere che si girasse.
Come è stata scattata la foto
Ho scattato con Nikon D3s e obiettivo 500 mm f/4; tempo di scatto 1/800 sec a f/5,6 e ISO 1000.
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