Da alcuni mesi, un delfino frequenta le acque del centro storico di Venezia, affacciandosi curioso, e facendo incuriosire, nel bacino di San Marco.
Un delfino che sceglie la Laguna di Venezia come sua casa fa certo notizia, ma non dovrebbe stupire, perché i tursiopi sono tornati stabilmente nell’Alto Adriatico, grazie al miglioramento della qualità delle acque e alla presenza di pesce azzurro. Un bel segnale, quindi.
Per osservare, comprendere e proteggere una presenza ormai familiare a Venezia è nato il progetto di monitoraggio del delfino ospite del bacino di San Marco, promosso dal CERT – Cetacean Strandings Emergency Response Team dell’Istituto di Biomedicina dell’Università di Padova, dal Comune di Venezia e dalla Fondazione Musei Civici di Venezia attraverso il Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue.
La prima uscita congiunta
Con il supporto della Protezione Civile del Comune di Venezia, ha preso il via un programma di osservazione periodica, alternato settimanalmente tra CERT e Museo di Storia Naturale, con l’obiettivo di seguire costantemente l’animale e raccogliere dati dettagliati sul suo comportamento, il suo stato di salute e le sue interazioni con l’ambiente urbano.
Durante le due ore di osservazione in laguna, gli esperti hanno registrato e documentato ogni aspetto del comportamento dell’animale: la frequenza e la durata delle immersioni, la sua posizione nello specchio d’acqua, e il grado di interazione con le imbarcazioni in transito. La raccolta di dati fotografici e video ha consentito di monitorare in modo accurato lo stato di salute del delfino e di verificare l’assenza di ferite o segni di sofferenza.
Una particolare capacità di adattamento
Il monitoraggio continua ad attirare l’attenzione non soltanto degli specialisti, ma anche di residenti e visitatori. Dopo essere stato avvistato per la prima volta nella laguna nei mesi estivi e aver nuotato nel Bacino di San Marco e nelle aree circostanti, l’animale ha dimostrato una particolare capacità di adattarsi a un ambiente altamente antropizzato, caratterizzato da intenso traffico navale e presenza di numerose imbarcazioni di linea e diportistiche.
Iniziative di sensibilizzazione
In vista della stagione primaverile il progetto prevede iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, diportisti e visitatori, con l’obiettivo di promuovere comportamenti responsabili in acqua, rispettare le regole di sicurezza e favorire una pacifica convivenza con il tursiope.
«Venezia vuole dimostrare che una presenza imprevista, come quella del nostro delfino, da potenziale problema può diventare un’ottima occasione di educazione ambientale per cittadinanza e ospiti internazionali. La dimostrazione che una città così particolare, sorta letteralmente in mezzo all’acqua, può far tesoro del suo essere anfibio per risolvere, come sempre ha fatto, ogni nuova sfida che il futuro ci proponga» dichiara Luca Mizzan, responsabile del Museo di Storia Naturale.
L’importanza di tutelare la biodiversità
Il monitoraggio scientifico conferma che il delfino nel bacino di San Marco è in buona salute e non presenta criticità comportamentali. «La registrazione dei suoni tramite idrofono ha permesso di valutare positivamente il senso di orientamento e l’attività di caccia dell’animale» spiega Marco Bonato, dell’Università di Padova.
Le ferite riscontrate nei mesi precedenti risultano completamente rimarginate e non sono stati rilevati segnali di stress significativo.
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