Secondo le più recenti rilevazioni dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), quasi 176.000 specie animali e vegetali sono attualmente sottoposte a monitoraggio globale; tra queste, oltre 31.000 versano in stato di minaccia critica, ad alto rischio di estinzione imminente in natura.
Di fronte a questo quadro critico della biodiversità, la risposta scientifica e filantropica richiede modelli di intervento non più emergenziali o episodici, bensì strutturali e continuativi.
In questo contesto si inserisce il Phoenix Species Project, promosso dalla collaborazione tra le organizzazioni ambientaliste Re:wild di Lonardo DiCaprio e Bezos Earth Fund fondato da Lauren Sánchez Bezos, moglie del patròn di Amazon. Questa volta i ricchi si sono dati da fare per una buona causa e in particolare DiCaprio, da anni sensibile alla causa ambientalista, ha deciso di utilizzare la sua rete di conoscenze VIP per un progetto di ampio respiro.
Strategia e metodologia di intervento
L’iniziativa debutta, infatti, con un finanziamento iniziale di 200 milioni di dollari, destinato al recupero demografico di 100 specie in pericolo critico distribuite in 30 Paesi.
Il presupposto teorico del progetto si fonda su evidenze ecologiche consolidate: la perdita di biodiversità è un processo reversibile qualora si garantiscano finanziamenti pluriennali, una rigorosa supervisione scientifica e il diretto coinvolgimento delle comunità locali e indigene. La tutela delle specie chiave — elementi cardine per la funzionalità e la resilienza degli ecosistemi — rappresenta la priorità operativa.
L’attuazione dei piani di recupero, sviluppati in collaborazione con l’IUCN e oltre 100 partner internazionali, si articolerà su quattro classiche direttrici principali:
- Programmi di riproduzione ex situ e in situ – per l’incremento della variabilità genetica e del numero di individui;
- Ripristino degli habitat – riqualificazione ecologica delle nicchie degradate;
- Controllo delle specie aliene invasive – mitigazione delle pressioni competitive e predatorie;
- Monitoraggio demografico trasparente – tracciamento quantitativo della crescita popolazionistica e riduzione dei fattori di minaccia con dati resi pubblici.
Garantendo un sostegno finanziario continuativo e per tutto ilo tempo necessario al raggiungimento degli obiettivi, il progetto intende fornire alle popolazioni delle specie prescelte il tempo biologico necessario al loro recupero, proponendosi come nuovo modello globale per la biologia della conservazione.
Commenta l’attore: «L’obiettivo è che il Phoenix Species Project diventi un movimento globale che ispiri altri a investire nella natura e a contribuire a proteggere il nostro pianeta».
Una volta avviato, il programma misurerà l’effettiva crescita demografica e la riduzione delle minacce, rendendo pubblici i progressi attraverso il sito web phoenixspeciesproject.org e i canali social ufficiali, così che tutti possano seguirne da vicino gli sviluppi.
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