La Giornata Mondiale degli Oceani (World Ocean Day – WOD) si celebra l’8 giugno di ogni anno per stimolare l’azione collettiva al fine di proteggere e ripristinare un oceano sano e un clima stabile.
Avviata nel 2002, la Giornata Mondiale degli Oceani si è trasformata da semplice idea in un evento globale che coinvolge milioni di persone in migliaia di iniziative locali ogni anno.
“One Ocean, One Climate, One Future — Together” è lo slogan della Giornata Mondiale degli Oceani 2026 e “Conoscere, Comprendere, Convivere” è l’iniziativa promossa dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in corso a Genova (6-8 giugno).
La manifestazione dell’INGV accoglie visitatori di tutte le età per un viaggio interattivo alla scoperta dell’oceano e della sua fondamentale importanza per il nostro Pianeta con exhibit, laboratori, talk, giochi e installazioni artistiche nel cuore del capoluogo ligure.
L’iniziativa dell’INGV è patrocinata dal Comune di Genova, dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e dalla Regione Liguria, ha ottenuto anche quest’anno l’endorsement da parte dell’UNESCO ed è stata riconosciuta tra le Ocean Decade Activities del 2026, a conferma del suo alto valore scientifico e culturale.
Dopo l’evento inaugurale che si è svolto a Palazzo Tursi, le attività si sono concentrate a Largo Pertini, nel Villaggio del Mare a ingresso gratuito con isole dedicate alle principali linee di ricerca a tema marino.
L’Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice ospita, inoltre, una mostra fotografica dedicata e un ciclo di talk divulgativi rivolti al pubblico.
Le lacune degli italiani nella conoscenza degli oceani
Una ricerca commissionata da Marine Stewardship Council (MSC) – organizzazione internazionale non profit responsabile di un programma di certificazione per la sostenibilità ambientale della pesca – ha analizzato il livello di conoscenza del pubblico sugli oceani e sulle principali sfide che li riguardano. Il risultato è che quasi un quinto degli intervistati (22%) non sa che la superficie oceanica che ricopre la Terra è maggiore di quella emersa, mentre il 42% ignora che in alcuni punti l’oceano sia più profondo dell’altezza del Monte Everest.
Anche se il 75% degli intervistati sia cosciente del fatto che la pesca eccessiva sia oggi più diffusa rispetto a 50 anni fa, il 39% ritiene erroneamente che le popolazioni ittiche non possano mai riprendersi dagli effetti della pesca eccessiva e un ulteriore 31% si dichiara incerto.
Il sondaggio evidenzia inoltre una forte preoccupazione per la salute degli oceani: il 91% degli intervistati afferma di essere preoccupato per lo stato del mare.
Cosa non sappiamo sugli oceani?
Il 31% degli intervistati pensa che l’oceano sia troppo grande perché i pesci possano mai esaurirsi.
Gli oceani ospitano una straordinaria biodiversità e rappresentano una risorsa essenziale per milioni di persone che dipendono dalla pesca per il proprio sostentamento e per l’approvvigionamento alimentare. Secondo il rapporto FAO SOFIA 2024, il 37,7% delle popolazioni ittiche marine monitorate è sfruttato oltre livelli biologicamente sostenibili. Inoltre, secondo il Living Blue Planet Report 2024 del WWF, le popolazioni marine monitorate si sono ridotte in media del 49% tra il 1970 e il 2012. Tra i principali fattori che contribuiscono a questo declino figurano la pesca eccessiva, la pesca illegale e distruttiva e il cambiamento climatico.
Il 45% degli intervistati non sa che la provenienza locale di un pesce non ne garantisce automaticamente la sostenibilità
La provenienza locale di un prodotto ittico non costituisce di per sé una garanzia di sostenibilità. Un pesce pescato localmente può infatti provenire da una popolazione ittica sovrasfruttata – per esempio, il 52% delle popolazioni ittiche nel Mediterraneo sono sovrasfruttate.
La sostenibilità della pesca dipende da molteplici fattori, tra cui lo stato della popolazione ittica, l’impatto sull’ecosistema marino e la gestione delle attività di pesca. Per questo motivo lo Standard MSC per la pesca sostenibile si basa su un approccio multidimensionale ed è composto da 28 criteri che valutano la salute degli stock ittici, gli impatti ambientali e l’efficacia della gestione della pesca.
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