Il nostro Paese non è carico semplicemente di capolavori artistici unici al mondo, ma custodisce pure uno straordinario e interessante patrimonio naturalistico e paesaggistico che può essere ammirato anche nei musei naturalistici, luoghi dove non semplicemente si possono osservare reperti ed esemplari di specie animali talora strane, curiose o esotiche.
Qui nascono progetti e collaborazioni importanti che possono valorizzare ogni piccolo resto custodito.
È proprio quello che è successo a in Sicilia, a Catania, dove 11 studenti dei licei classico e scientifico dell’Istituto di istruzione superiore “Concetto Marchesi” di Mascalucia, sotto la guida del loro tutor, il malacologo e biologo marino prof. Danilo Scuderi, hanno restaurato e restituito alla fruibilità dei visitatori del Museo di Zoologia e Casa della Farfalle dell’Università di Catania la considerevole collezione storica di conchiglie appartenuta all’illustre zoologo catanese Andrea Aradas, fondatore del Museo di Zoologia dell’Università di Catania.
Il progetto è stato realizzato nell’ambito del percorso per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) denominato “Un pomeriggio al Museo”.
Dopo avere sviscerato l’argomento e approfondito la figura e le opere del naturalista catanese, attraverso un mini-seminario svolto nei locali della scuola, si è avvicinata la fase operativa per avviare le operazioni di restauro della collezione.
I reperti, digitalizzati e classificati, sono stati catalogati in un database delle specie formanti il materiale aradasiano, e infine inseriti in due nuove vetrine del Museo dedicate al grande maestro conghigliologo.
Inoltre, è stato realizzato un sito Internet contenente le informazioni riguardanti lo scienziato e la sua collezione, oltre alla documentazione delle operazioni effettuate per il suo restauro e la conservazione.
Un progetto educativo e formativo, dunque, che ha portato dei benefici per la comunità ma non solo, dal momento che i ragazzi hanno potuto così sperimentare e applicare metodologie e procedure di restauro conservativo di materiale museale.

Foto: Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento dell’Istituto di istruzione superiore “Concetto Marchesi”/MuZoo
Un grande malacologo siciliano
Naturalista e zoologo catanese, Andrea Aradas (Catania, Viagrande, 1810 – 1° novembre 1882) è stato uno dei più illustri malacologi del XIX secolo.
Figlio di Ferdinando, primario dell’ospedale Santa Marta di Catania, fu presto introdotto dal padre nell’ambiente dell’Accademia Gioenia. Laureatosi in medicina si interessò solo in seguito alla zoologia, decidendo di proseguire gli studi in questa disciplina presso l’Università di Catania. Nella stessa Università, dal 1852, diventò professore di zoologia e anatomia comparata.
Fondò, nel 1853, il museo di Zoologia dell’Università di Catania, che può essere considerato il più antico Museo scientifico siciliano. Al suo interno sono raccolti tantissimi esemplari di specie animali e dal 2021 l’allestimento del Museo ha una veste nuova e innovativa: gli esemplari non sono più inseriti all’interno di vetrine, ma raggruppati in base a criteri sistematici e/o zoogeografici ed esposti in spazi senza barriere.
Ha studiato con grande interesse e approfondimento la fauna della Sicilia con i molluschi conchiferi e gli echinodermi viventi e fossili, raccogliendo una grande quantità di reperti, donati dopo la sua morte all’università di Catania. La sua formazione fu fondamentale per la conoscenza della Zoologia, della Zoogeografia e della Paleontologia. Nel campo delle idee generali sulla biologia sosteneva però una forma di vitalismo molto critico nei confronti della teoria darwiniana che, in realtà, non volle accettare mai del tutto. Assai restio, infatti, nei confronti di quest’ultima, sosteneva nell’Italia incompiuta, post-liberale e depretisiana, la presenza negli esseri viventi di una forza unica, autonoma, immedesimata nella loro organizzazione.

Foto: Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento dell’Istituto di istruzione superiore “Concetto Marchesi”/MuZoo
I capolavori che rappresentano la storia della malacologia
I due lavori malacologici principali di Aradas sono: Catalogo ragionato delle conchiglie viventi e fossili di Sicilia, pubblicato in sei memorie dal 1840 al 1844, ma mai ultimato, e Conchigliologia vivente marina della Sicilia e delle isole che la circondano edito, tra il 1872 ed il 1876.
Il primo lavoro fu scritto con la collaborazione dell’abate Emiliano Guttadauro e del monaco cassinese Giacomo Maggiore.
Il secondo, invece, rappresenta la pubblicazione della maturità del percorso culturale di Aradas e ne riassume la sintesi principale. Le due opere differiscono per i contenuti; mentre nella prima non sono presenti tavole delle specie trattate, molluschi marini e terrestri attuali e fossili, nella “Conchigliologia” si trattano solamente le specie marine dotate di conchiglie ritrovate nel territorio siciliano e isole circum-siciliane, con alcuni riferimenti anche a reperti dell’isola di Malta. Quest’ultimo lavoro, per qualità e completezza, costituisce un caposaldo della malacologia del mar Mediterraneo, ancora oggi studiata e citata.
Altre opere da ricordare: Monografia degli Echinidi viventi e fossili della Sicilia; Prospetto di una nuova Fauna dei Molluschi, Cimpedi, Echinodermi e altri zoofiti viventi e fossili della Sicilia, con una distribuzione geografica di questi animali; Opera per servire di base alla fauna generale e alla paleontologia siciliana.
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