I dinosauri spiegati a mio figlio è un libro per ragazzi scritto a quattro mani dal più noto paleontologo italiano, Cristiano Dal Sasso, e da suo figlio Stefano, 8 anni, che insieme hanno intrapreso una fantastica avventura nel passato della Terra riportando in vita sette creature che percorsero il suolo italiano, e non, molti milioni di anni fa.
Attraverso le domande curiose di Stefano, il papà-paleontologo Cristiano ha l’occasione di spiegare con un linguaggio adatto ai ragazzi i segreti degli animali da lui stesso rinvenuti e studiati durante la propria carriera, di soddisfare curiosità, di raccontare i retroscena delle scoperte ma anche di fare il punto su quelle che sono le nuove conoscenze relative all’antica presenza di rettili preistorici in Italia.

Al Museo di Storia Naturale di Milano, il paleontologo Cristiano Dal Sasso (a sinistra) e i colleghi Simone Maganuco e Andrea Cau (al centro e a destra) esaminano le ossa di Saltriovenator, depositate nelle collezioni scientifiche. Il primo dinosauro lombardo è protagonista assoluto del primo capitolo del libro. © Museo di Storia Naturale di Milano, Foto di Gabriele Bindellini.
Cristiano Dal Sasso – «Dopo tanti articoli scientifici, mi piaceva l’idea di rivolgermi ai più piccoli, a quella fascia di età che frequenta la terza elementare e che a scuola sente per la prima volta parlare di Preistoria. Tenendo alcune lezioni nelle classi dei miei figli ho potuto constatare un entusiasmo incredibile che ha finito per contagiare anche me. E tutte le volte che ho a che fare con le classi al Museo di Storia Naturale di Milano (dove Dal Sasso è il curatore della sezione di Paleontologia dei Vertebrati, Ndr) mi rendo conto di quale forza positiva mi torni indietro dall’entusiasmo dei giovani perché mi ricorda la passione che mi ha accompagnato per tutta la vita».
- Cristiano Dal Sasso e il figlio Stefano, che a otto anni ha aiutato il papà paleontologo a scrivere il libro ora edito da Mondadori per Piemme. Foto di Silvia Dal Sasso.
- Un disegno del libro dedicato a Ciro, nel capitolo 3. © Mondadori Libri Spa per il marchio Piemme. Illustrazione di Isabella Grott.
Rivistanatura.com – Il potere attrattivo dei dinosauri sulle giovani generazioni, e non solo, da dove nasce?
C.D.S. – Nell’immaginario collettivo il dinosauro non è altro che il Drago, una creatura misteriosa e ignota che incute paura e allo stesso tempo attrae. Le leggende popolari sono piene di grandi mostri, spesso con l’aspetto allungato di un rettile. Ma i dinosauri hanno dalla loro un jolly che fa breccia nella mente, soprattutto dei più giovani, ovvero la consapevolezza trasmessa da genitori, insegnanti o scienziati che le loro ossa sono state trovate davvero e, a differenza dei draghi delle leggende, sono esistiti davvero. Il libro è stato scritto su una solida base di conoscenze scientifiche, non si tratta di un racconto fantasioso ma una storia di Preistoria. Il successo di Jurassic Park scritto da Michael Crichton nasce proprio dalla possibilità tecnica, almeno teorica, di ritrovare nell’ambra il loro DNA e quindi di poter riportarli in vita.

I due dinosauri erbivori del genere Tethyshadros, trovati nei pressi di Trieste, sono i protagonisti del capitolo 4: Cristiano e Stefano vedranno il loro branco scendere ad abbeverarsi in una palude costiera del Cretaceo. © Mondadori Libri Spa per il marchio Piemme. Illustrazione di Isabella Grott.
RdN – Il libro ha una struttura particolare. Ce la descrivi?
C.D.S. – Nel libro troviamo sette capitoli, ciascuno dedicato a una specie (Saltriovenator, Tito, Scipionyx, Tethyshadros, Razana, Besanosauro, Spinosauro). A sua volta, ogni capitolo è diviso in due parti. Nella prima accompagno Stefano in visita a un museo e in alcuni casi gli faccio vedere e toccare ossa di dinosauri che ho studiato io, che ho visto quando erano ancora inglobati nella roccia e che ho accompagnato verso la popolarità. Ossa morte che sono tornate a vivere nel momento in cui gli è stato associato il nome di una nuova specie. Nella seconda parte, grazie a un trilobite-amuleto, io e Stefano facciamo un’esperienza di realtà aumentata in quel passato preistorico, un viaggio onirico in cui ci troviamo a tu per tu con l’animale vivo! Questo ci dà la possibilità di tornare su aspetti accennati nella prima parte del capitolo, di spiegare che l’animale non si muove in modo casuale, che le sue azioni si deducono dalla forma delle sue ossa. Anche le piante e gli altri animali che si incontrano durante quel sogno sono compatibili con la finestra temporale in cui visse la specie a cui è dedicato il capitolo. Lo stesso vale per le illustrazioni di Isabella Grott presenti nel libro».

Stefano Dal Sasso mostra orgogliosamente il fossile di una ammonite, scoperta in una lastra di calcare sull’Altopiano di Asiago. Foto di Cristiano Dal Sasso.
RdN – Quindi il libro si presta a essere letto anche dagli adulti?
C.D.S. – Altroché! I coetanei di Stefano coglieranno l’avventura, le battute, i paragoni che semplificano certi concetti un po’ difficili, mentre i più grandi, gli stessi genitori che leggeranno il libro con i figli, scopriranno cose che in molti casi non sapevano e impareranno, ad esempio, cosa sono l’anatomia comparata e quella funzionale e che utilità hanno.
- Tra le illustrazioni del libro ci sono attente ricostruzioni dell’ambiente di vita dei dinosauri italiani, basate su dati geologici e paleontologici reali. Qui vediamo il piccolo Ciro zampettare sulla riva del mare di Tetide, 110 milioni di anni. © Mondadori Libri Spa per il marchio Piemme. Illustrazione di Isabella Grott.
- Saltriovenator, come spiega Cristiano Dal Sasso a suo figlio nel capitolo che apre il libro, è il più antico ceratosauro del mondo. Le sue caratteristiche uniche, come le creste sulla testa, si vedono anche in questo disegno, realizzato appositamente. © Mondadori Libri Spa per il marchio Piemme. Illustrazione di Isabella Grott.
RdN – Da piccolo cosa avresti dato per avere tra le mani un libro così?
C.D.S. – Sarebbe stato fantastico. Ne avrei bevuto come acqua nel deserto perché all’epoca c’erano pochissimi libri sui dinosauri e in generale sulla preistoria ed erano in gran parte tratti da opere straniere.
RdN – Quindi si può dire che questo libro tu lo abbia scritto anche per te?
C.D.S. – Sicuramente è stato scritto in un momento della vita mia e di mio figlio in cui era importante stare insieme.

Cristiano Dal Sasso si appassionò ai fossili sin da bambino. Qui è ritratto a dieci anni in una cava dell’Altopiano di Asiago, luogo di origine del papà. Foto di Gianni Dal Sasso.
RdN – Come nasce la tua passione per i dinosauri?
C.D.S. – Avevo 8-10 anni quando mio padre mi portava sull’altopiano di Asiago in cerca di fossili nelle cave di marmo rosso ammonitico, un calcare ricco di fossili. Pensare che sotto i miei piedi, a pochi centimetri o qualche metro di distanza, ci fossero denti di ittiosauro e fossili di animali marini che avevano popolato un mare nel Giurassico, e immaginare un ambiente così diverso da quelle montagne, ma reale perché era esistito, è sempre stato per me molto affascinante.
Naturalmente ho avuto sempre molto interesse per tutto ciò che è legato alla Natura e, come molti, sto soffrendo per il crollo di biodiversità a cui stiamo assistendo e per il futuro incerto del mondo che si profila all’orizzonte. Stiamo distruggendo un Pianeta che, per quanto ne sappiamo, è ancora unico nell’Universo. È davvero avvilente vedere cosa stiamo combinando. Queste specie non potremo certo riportarle in vita, perciò il passato deve essere un monito per ricordarci che dobbiamo assolutamente evitarla, questa sesta estinzione di massa.

Sulla copertina del libro troneggia uno spinosauro, disegnato nel suo aspetto più corretto. La rocambolesca storia delle ultime scoperte è narrata qui, per la prima volta, in un libro per ragazzi. © Mondadori Libri Spa per il marchio Piemme. Illustrazione di Isabella Grott.
“I dinosauri spiegati a mio figlio”
di Cristiano Dal Sasso e Stefano Dal Sasso
Illustrazioni di Isabella Grott
158 pp., 16,90 Euro
Piemme
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