Una piccola e intraprendente Nottola di Leisler (Nyctalus leisleri) di Oasi Dynamo, che i ricercatori hanno chiamato Ina, dopo essere partita dalla Toscana, con due brevi soste in Emilia-Romagna e in Lombardia, ha superato l’arco alpino ed è stata tracciata fino in Germania, a sud-ovest di Monaco di Baviera.
A individuare la rotta del suo lungo volo è stato un progetto di monitoraggio dei chirotteri, condotto dagli scienziati dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iret), del National Biodiversity Future Center (NBFC) e di Oasi Dynamo, riserva naturale privata, affiliata WWF, da cui è partita.
Il gruppo di ricerca comprende Leonardo Ancillotto ed Emiliano Mori per il Cnr-Iret, Giulia Santalmasi e Matteo Bianchi di Oasi Dynamo, e la studentessa Greta D’Angelo dell’Università di Firenze.

Leonardo Ancillotto, per il Cnr-Iret, al lavoro nell’ambito del progetto Nottola di Leisler all’OasiDynamo. © CNR
Le rotte migratorie dei pipistrelli europei
Il rilevamento del viaggio di un esemplare oltre l’arco alpino è stato reso possibile grazie all’applicazione di piccoli geolocalizzatori e costituisce un risultato di grande rilievo per la ricerca scientifica sulle rotte migratorie dei pipistrelli europei.
Il segnale trasmesso da Ina si è successivamente interrotto a causa della limitata durata delle batterie dei dispositivi, che pesano meno di 1 grammo e mezzo e garantiscono un’autonomia di circa 30-40 giorni. Nonostante ciò, il dato raccolto rappresenta una conferma eccezionale della capacità della specie di attraversare le Alpi durante i propri spostamenti stagionali.
Una delle specie più affascinanti e misteriose della fauna europea
La Nottola di Leisler è una specie considerata migratrice, ma ancora poco conosciuta sotto il profilo delle rotte e delle abitudini di movimento.
«La letteratura scientifica suggerisce che mentre i maschi tendono a essere più sedentari, le femmine compiano lunghi movimenti stagionali: in autunno dal nord e centro Europa alle regioni meridionali del Mediterraneo, e in tarda primavera a ritroso verso le regioni settentrionali del loro areale, alla ricerca di aree più favorevoli per il parto e l’allevamento dei piccoli» spiegano Emiliano Mori e Leonardo Ancillotto.
Le destinazioni precise e i percorsi seguiti da questi pipistrelli restano tuttavia ancora in gran parte sconosciuti. Per questo motivo, il tracciamento di Ina contribuisce ad ampliare le conoscenze scientifiche su una delle specie più affascinanti e misteriose della fauna europea, contribuendo alla conservazione di questi animali ancora così poco conosciuti.
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