Ricerca e innovazione sono nel DNA di Caviro da più di 55 anni, perché la circolarità dell’attività produttiva e la messa a punto di nuovi prodotti efficaci e richiesti dal mercato necessitano di continui studi, in collaborazione con Università e istituti di ricerca, e ingenti investimenti che il Gruppo Caviro ha sempre avuto la lungimiranza di mettere in campo guardando al futuro e alla trasformazione dei temi ambientali in opportunità di crescita commerciale.
L’ultimo ambito di ricerca riguarda la sperimentazione di una nuova miscela ammendante, che nutre il suolo e riduce la desertificazione, nel contesto di un progetto europeo che vede Caviro come capofila. La miscela, prodotta da Enomondo, la società nata dalla joint venture tra Caviro Extra ed Herambiente, aumenta la capacità del suolo di assorbire carbonio, migliorando la resa delle piante. Il progetto vede coinvolti quattro i Paesi: Italia, Spagna, Belgio e Cipro.
“Black to the future – Biochar and compost as soil amendment” si occupa di testare le potenzialità del “CBMix”, una miscela realizzata presso gli stabilimenti di Faenza dall’unione di ammendante e biochar, un materiale carbonioso derivato dalla degradazione termica delle potature agricole.
CBMix viene poi distribuito su alcuni terreni in Italia e nei Paesi partner con l’obiettivo di testarne la resa in diverse condizioni climatiche e ambientali, oltre che su colture differenti.
Gli obiettivi di Black to the Future
A seguire la sperimentazione in Emilia-Romagna è il CRPV-Centro Ricerche Produzioni Vegetali in collaborazione con l’Università di Bologna, mentre gli Enti partner negli altri Paesi sono CSIC Consejo Superior de Investigaciones Cientìficas (Spagna), Cyprus University of Technology (Cipro) e Urban Crop Solutions (Belgio).
Alla base del progetto, avviato a maggio 2021 e della durata di un anno, con possibile prolungamento fino al termine del 2022, c’è l’intenzione di operare per la diffusione di un modello di economia circolare che coinvolga tutti gli attori della filiera nel riutilizzo degli scarti agricoli e in una gestione sostenibile del suolo.
«CBMix permette di accumulare acqua e nutrienti, stimolando la crescita della microflora positiva dei suoli, rendendo il terreno più resistente alla siccità e portando la pianta a un maggiore equilibrio – spiega Rosa Prati, Responsabile del progetto e R&D manager di Caviro –. Il biochar è un materiale poroso, trattiene l’acqua e i nutrienti, rilasciandoli più gradualmente rendendo così il suolo più fertile e combattendone la desertificazione».
«Black to the future» è finanziato da EIT Food – European Institute of Innovation and Technology.
La gestione sostenibile della terra (Sustainable Land Management – SLM), attraverso l’adozione di appropriati sistemi di uso della terra, è l’approccio per combattere l’impoverimento del suolo, la desertificazione e per mitigare il cambiamento climatico.
Il fattore chiave per ottenere pratiche agricole sostenibili è l’aumento del carbonio organico del suolo (Increase of Soil Organic Carbon – SOC)
Aggiungere carbonio organico e nutrienti per mezzo di compost e biochar ottenuto dai sottoprodotti dell’agricoltura è una best practice di mitigazione basata sui prodotti della terra che ritornano alla terra per migliorare la gestione dell’azoto, della ritenzione idrica e degli stock di carbonio.
I partner del progetto “Black to the future” uniscono l’alta conoscenza scientifica all’esperienza agronomica e alla visione aziendale per attuare le buone pratiche di gestione del terreno raccomandate dagli scienziati di tutto il mondo. Questo permetterà di condividere le conoscenze tra gli agricoltori di diverse regioni europee per innovare e progredire nel sistema agricolo europeo.




