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Scienza
NEW ENGLAND

Una spedizione per studiare i fondali oceanici

Una missione che coinvolge 41 studiosi provenienti da 13 Paesi, a cui prende parte anche Cristina Corradin dell'OGS, studierà la presenza di acqua dolce o salmastra al largo del New England

Una spedizione per studiare i fondali oceanici
© PD via pixabay.com

Redazione Redazione 22 Giu 2025

L’acqua dolce scorre anche sotto la superficie dei fondali oceanici. In alcune zone costiere, infatti, le falde acquifere terrestri si estendono in mare aperto, formando acquiferi offshore che possono contenere acqua dolce o salmastra. La loro origine, distribuzione e funzionamento restano in gran parte sconosciuti.

La spedizione IODP³-NSF Expedition 501 “New England Shelf Hydrogeology””, frutto della collaborazione tra l’International Ocean Drilling Programme (IODP³) e la National Science Foundation (NSF) degli Stati Uniti indagherà questo fenomeno. Il team internazionale utilizzerà la nave autosollevante (jackup rig) Robert per perforare il fondale oceanico al largo della costa del Massachusetts, nell’Oceano Atlantico, e prelevare campioni in un massimo di tre aree selezionate grazie a indagini geoscientifiche preliminari.

fondali oceanici

Il team operativo scientifico della prima rotazione a bordo dell’imbarcazione (liftboat o jackup rig) L/B Robert. La nave fungerà da alloggio per il team scientifico fino ad agosto. © Everest@ECORD_IODP3_NSF

Domande ancora aperte a cui dare risposte scientifiche

L’obiettivo della Expedition 501 è chiarire l’origine delle acque dolci e salmastre presenti nel sottosuolo marino, confermando le ipotesi sul loro accumulo durante periodi glaciali o quando il livello del mare era più basso. Secondo alcune teorie, l’acqua potrebbe essersi accumulata negli acquiferi offshore in un’epoca in cui il livello del mare era circa 100 metri più basso rispetto a quello attuale, oppure essersi formata sotto una calotta di ghiaccio o un lago proglaciale durante un periodo glaciale compreso tra circa 450.000 e 20.000 anni fa.

«Sono entusiasta di far parte dello Shore-based Science Team della spedizione, la prima dello IODP concepita con l’obiettivo specifico di indagare una tematica idrogeologica: gli acquiferi offshore di acqua dolce» ha affermato Cristina Corradin, ricercatrice dell’OGS che attualmente lavora nell’ambito del progetto RESCUE, finanziato nel quadro della Water4All Partnership – Water Security for the planet e coordinato dall’Università degli Studi di Trieste.

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Alla guida della missione, in qualità di co-responsabili scientifici, ci sono la prof.ssa Karen Johannesson (Università del Massachusetts di Boston) e il prof. Brandon Dugan (Colorado School of Mines). Partecipa anche l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, con la ricercatrice Cristina Corradin che contribuirà alle analisi dei dati a terra, a Brema (Germania), sviluppando modelli geostatistici e idrogeologici per simulare la circolazione dell’acqua sotterranea.

 

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