Nome
Usignolo (Luscinia megarhynchos)
Descrizione
L’adulto presenta una livrea uniforme, prevalentemente bruno-rossiccia. Visto il carattere elusivo, la specie è più facilmente identificabile per il canto, forte e flautato, emesso anche di notte.
Fenologia
In Italia è migratore regolare, nidificante e svernante irregolare. L’Usignolo è un migratore transahariano di lungo raggio con quartieri invernali nelle regioni tropicali africane. Le popolazioni che nidificano nei Paesi dell’Europa centro-occidentale svernano in una fascia compresa tra Senegal, Etiopia occidentale ed Uganda.
Habitat
Occupa tipologie ambientali spesso distinte, tutte caratterizzate dall’essere intermedie tra densa copertura di grandi alberi e ambienti aperti: boschetti umidi, presso corpi idrici e con abbondante strato erbaceo, oppure cedui, grandi siepi con abbondante vegetazione arborea-arbustiva, arbusteti, boschetti o boschi aperti con abbondante lettiera e combinazione di punti assolati e ombreggiati, quali margini di quercete o faggete, frutteti, valli e versanti caldi asciutti, anche vicino ad insediamenti umani.
Distribuzione
È diffuso nelle regioni centrali, meridionali e balcaniche dell’Europa. Circa l’80% della popolazione vive tra Francia, Spagna, Croazia, Bulgaria e Italia.
In Italia si riproduce in tutta la penisola, sulle isole maggiori e su diverse isole minori, con una popolazione stimata in 1.000.000-1.500.000 coppie.
Preferisce ambienti di bassa collina e pianura, spingendosi fino a 600-700 m; la densità può risultare elevata nelle vicinanze di rogge e canali ben celati e ombreggiati da fitta vegetazione ripariale.
Stato di conservazione
Le popolazioni europee mostrano tendenze demografiche stabili o positive, e la specie attualmente non soffre problemi concreti di conservazione. Sicuramente importanti per la sua conservazione sono le condizioni riscontrate durante lo svernamento in Africa e la migrazione per e da i quartieri riproduttivi. La probabilità di sopravvivenza negli anni più aridi è risultata inferiore; le condizioni di aridità nei quartieri di svernamento africani influenzano pertanto negativamente il tasso di sopravvivenza.
di Fabio Casale, Fondazione Lombardia per l’Ambiente
Supervisione scientifica: Giuseppe Bogliani, Università degli Studi di Pavia
tratto da:
Casale F., 2015. Atlante degli Uccelli del Parco Lombardo della Valle del Ticino.
Parco Lombardo della Valle del Ticino e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.
Foto: Antonello Turri




