Chi è il tasso, cosa combina nelle sue scorribande notturne e cosa fa durante il giorno? Oggi, martedì 15 marzo 2022 alle 18.30, al MUSE – Museo delle Scienze di Trento, ce lo racconterà Marco Colombo, naturalista, fotografo e autore del libro fotografico “Il bosco delle maschere. La vita segreta del tasso”, con immagini inedite mai realizzate prima in Italia.
L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del MUSE e raccomandiamo a tutti i nostri lettori di seguirlo, perché Marco Colombo è un divulgatore scientifico di grande talento che coinvolgerà il pubblico con i suoi racconti di animali e natura.
Lo abbiamo sentito per farci anticipare i contenuti dell’evento.
Marco Colombo è naturalista, fotografo e divulgatore scientifico. Come dice lui stesso, un fotografo appassionato di animali e di “bestie strane”…
Rivistanatura.com – Quali sono?
Marco Colombo – Ci sono molti serpenti, scorpioni, squali, però ogni qualvolta qualcuno mi chiede “qual è il tuo animale?”, in realtà rispondo sempre in modo diverso, perché mi piacciono un po’ tutti.
RdN – Oggi cosa ti piace?
M.C. – Al giorno d’oggi mi piacciono molto i polpi.
RdN – Com’è nato il tuo percorso di fotografo?
M.C. – La mia passione per gli animali è cominciata quando ero molto, molto piccolo. Poi all’età di 11 anni ho cominciato anche a fotografarli. Prima di allora quando andavo in giro li disegnavo sul taccuino, poi ho cominciato anche a fotografarli per portare a casa il ricordo di quello che vedevo.
RdN – Tu sai disegnare bene?
M.C. – No, mi piace disegnare ma non ho un gran talento. Avevo un taccuino, ci scarabocchiavo sopra gli animali che vedevo, con qualche nota tipo la data, il luogo, l’habitat. Poi l’ho sostituito totalmente con la fotografia, che all’inizio era solo uno strumento per ricordare gli incontri, poi invece è diventato un mezzo di comunicazione vero e proprio.
RdN – Noi ti abbiamo conosciuto come fotografo subacqueo d’acqua dolce.
M.C. – Ho passato molti anni a fotografare in torrenti, laghi e stagni per il progetto “I tesori del fiume”. Tra l’altro questi sono tra gli ambienti più minacciati al mondo, eppure non se parla molto, ci si occupa di più delle foreste tropicali, ma molti parlano delle foreste tropicali mentre stanno versando qualcosa nel lavandino che finisce poi nei nostri fiumi.
RdN – Tra tutti gli animali preferiti, a un certo punto è venuto fuori un tasso.
M.C. – Il tasso è veramente un animale incredibile, dal punto di vista estetico e morfologico; ma anche dal punto di vista ecologico è molto interessante, eppure in Italia non è molto conosciuto nonostante sia abbastanza comune. Quindi ho deciso di dar vita a questo progetto per raccontare la sua vita nascosta.
RdN – Anche perché possiamo dire che è un animale comune, ma molto elusivo. È difficile vedere un tasso, di giorno è praticamente impossibile, di notte per la gente comune può capitare di inquadrarlo con i fari delle automobili.
M.C. – Sì, esatto. Per chi va in giro di notte, magari dalla macchina è possibile vederlo attraversare la strada, mentre coglierlo con un appostamento nelle ore diurne è molto, molto complicato. Infatti io ho dovuto dedicare più di 400 ore seduto per terra a contare le formiche per poter vedere i tassi e più di 70.000 ore di monitoraggio con le videotrappole per poter capire che abitudine avessero, che spostamenti facessero, quali famiglie fossero un po’ più diurne di altre.
RdN – Dov’è che hai fatto i tuoi appostamenti?
M.C. – Questo è un progetto non dico a chilometro zero, però si è svolto tutto intorno a casa, comunque in provincia di Varese, al Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, che tra l’altro ha sostenuto il libro. Poi in Veneto, un po’, in Liguria, in Emilia Romagna, in Nord Italia in genere, ma sono situazioni comuni a tutta la Penisola.
RdN – Come è nata la collaborazione con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento?
M.C. – Avevo già fatto un’altra conferenza lì; poi, comunque, sono un grande fan dei musei, avevo presentato “Paesaggi bestiali” nel 2019 e adesso che è uscito il nuovo lavoro facciamo quest’altra serata di chiacchierata divulgativa su questa bestiola.
RdN – Hai già in mente altri progetti di questo genere?
M.C. – Adesso sono impegnato nei corsi online e nei workshop fotografici… ma prima o poi uscirà qualcos’altro, ancora non ho ben chiaro l’orizzonte.
RdN – Tu sei un fotografo a tempo pieno o un fotografo molto bravo per passione?
M.C. – Io sono fotografo professionista; poi passo anche tanto tempo a usare le foto per divulgare l’osservazione della natura, quindi è un po’ la commistione delle due attività.
RdN – È un po’ anche una missione quella di chi ama la natura e ci lavora intorno?
M.C. – Sì, è anche una missione, sicuramente.
RdN – La passione per la fotografia secondo te è ancora viva nel nostro Paese del quale hai il polso attraverso i tuoi corsi?
M.C. – Sì, è ancora viva, anche se spesso sta traslando verso il video. Però, purtroppo, è diventa un po’ più “mordi e fuggi”, nel senso che soprattutto Instagram porta a questa tendenza: le stories che spariscono entro 24 ore, quindi posso postare qualunque cosa e poi non la vede più nessuno… Però direi che è ancora viva. Per esempio nei mei corsi, ho visto che chi vuole imparare sono soprattutto donne che spesso vogliono sapere molto sugli animali, un po’ meno sulla tecnica fotografica. Può essere anche perché io mi propongo un po’ così, non dico che sia una tendenza generale. Però, comunque, vedo che sono sempre molto interessati alla conoscenza del soggetto, più che alla tecnica, che era un po’ il punto dolente della tendenza alla fotografia senza contenuto.
RdN – Un’anticipazione di quello che presenterai oggi al MUSE?
M.C. – Certo! Oggi (martedì 15 marzo) alle ore 18:30 l’incontro sarà trasmesso anche in diretta streaming sulla pagina Facebook del MUSE, per chi non potrà partecipare di persona al Museo delle Scienze di Trento.
Parleremo del tasso, nel senso che presenteremo che cos’è per chi non lo conosce. Però c’è una presentazione con tante curiosità. Per esempio, parleremo del ruolo del tasso come “archeologo”, che fa fare dei ritrovamenti pazzeschi, tipo elmi celtici in oro e corallo e altre cose del genere. Il tasso li tira fuori dalle tane scavando. Poi parleremo del suo ruolo ecologico, per esempio il suo rapporto con molti animali del bosco che utilizzano la sua tana, come l’istrice, la volpe, il lupo e così via. È una presentazione a tutto tondo che fa vedere come tutto sia collegato.
RdN – Grazie, allora ti seguiremo in streaming oggi alle 18:30 qui.
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