Nome
Picchio verde (Picus viridis)
Descrizione
Picchio di dimensioni medio-grandi. Ha una livrea prevalentemente verde sul dorso e grigio-verde chiara sulle restanti parti del corpo, comprese le zampe e il becco. Il groppone è di un verde più chiaro delle restanti parti superiori. Il vertice del capo è rosso, mentre ai lati del capo è presente un disegno nero. Il maschio si distingue dalla femmina per avere una macchia rossa all’interno del nero sulle guance.
Fenologia
In Italia è sedentario, nidificante e migratore irregolare.
Habitat
La specie occupa un’ampia varietà di habitat, preferendo le formazioni boschive rade a quelle più chiuse; necessaria in ogni caso la presenza di tronchi maturi adatti ad essere scavati per il nido. Così come la vicinanza con radure o aree erbose ricche di insetti che vengono catturati a terra (formiche in particolare). Di temperamento molto elusivo, fa avvertire la sua presenza per il tamburellare sui tronchi degli alberi ma soprattutto per il suo verso inconfondibile, simile a una risata beffarda. Non sembra gradire le aree densamente urbanizzate, che possono determinare importanti discontinuità a livello distributivo. Preferisce le basse e medie quote ma, in autunno, è stato osservato fino oltre i 2.250 m in ambiente alpino e i 2.000 m in inverno. Nidificazioni certe in Alta Valtellina nel Parco Nazionale dello Stelvio tra i 1.950 e i 2.000 m di quota. Particolarmente abbondante nelle pinete litoranee tirreniche, più scarso nel versante adriatico.
Distribuzione
La distribuzione è limitata all’Europa, regioni egeo-pontiche dell’Asia Minore e Caucaso. In Italia è presente la sottospecie nominale. Attualmente si può stimare la popolazione italiana in 60.000-120.000 coppie, con un trend sostanzialmente stabile, con decrementi locali e recenti ricomparse in diverse zone della Pianura Padana occupate fino agli anni ’50-60.
Stato di conservazione
In molte nazioni europee sono state segnalate contrazioni superiori al 50% a partire dagli anni ’60 del XX secolo, con locali preoccupanti declini numerici negli anni ’70-’90; attualmente le popolazioni sono sufficientemente stabili, pur se su livelli numerici inferiori a quelli potenziali. La specie mostra una spiccata fedeltà al sito riproduttivo, caratteristica che in condizioni climatiche estreme spesso va a influenzare il tasso di mortalità invernale. Cause di minaccia sono da imputare probabilmente a cambiamenti nella conduzione forestale, alla trasformazione in senso intensivo delle pratiche agricole e alla diminuzione dell’allevamento all’aperto del bestiame domestico e, quindi, del numero di insetti del terreno.
di Fabio Casale, Fondazione Lombardia per l’Ambiente
Supervisione scientifica: Giuseppe Bogliani, Università degli Studi di Pavia
tratto da:
Casale F., 2015. Atlante degli Uccelli del Parco Lombardo della Valle del Ticino.
Parco Lombardo della Valle del Ticino e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.
Foto: Antonello Turri
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