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Viaggi e outdoor
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STORIE DI VERDE ROMANO

Villa Ada: l’importanza dei polmoni verdi nelle città

Villa Ada: l’importanza dei polmoni verdi nelle città

Luigi Spadoni Luigi Spadoni 2 Dic 2016

Villa Ada si estende nella zona Nord-Est della Capitale, più precisamente tra la Via Salaria e il quartiere Parioli. Con una superficie di 160 ettari è, per estensione, il secondo parco di Roma, dietro solo a Villa Pamphiji, di cui vi ho già parlato in un articolo precedente.
La sua storia ha radici profonde e risalgono al XVII secolo, tempo in cui era una tenuta agricola del Collegio Irlandese e il suo nome non era ancora Villa Ada. Divenne, poi, proprietà dei principi Pallavicini e, a fine 1700, fu riorganizzata secondo il modello del giardino all’inglese (molto in voga in quegli anni), con l’inserimento di elementi naturali e artificiali che avevano lo scopo di emozionare il visitatore e la costruzione di numerosi edifici, come il Tempio di Flora, il Belvedere e il Cafehaus.
Nel 1872 divenne proprietà dei Savoia i quali acquistarono i terreni limitrofi per ampliarla, si occuparono della ristrutturazione ed edificarono il Casino Nobile.
Il nome “Ada” le fu dato quando la Villa passò nelle mani del conte Tellfner, che la chiamò così in onore dell’amata moglie. Successivamente, fu riacquistata dai Savoia nel 1904 e divenne residenza reale (Villa Savoia) fino al 1946. Alla caduta della monarchia fu oggetto di un contenzioso e, ad oggi, rimane in parte proprietà privata dei Savoia, mentre la parte verso via Salaria fu acquistata dal pubblico demanio nel 1957.

Le essenze botaniche di Villa Ada

Come tutte le ville la cui origine risale fra il ‘700 e l’800, la sua organizzazione segue quella del classico giardino all’inglese con specie botaniche, purtroppo, non sempre autoctone e poste in loco più che altro per scopi ornamentali. Il territorio della Villa è alberato per circa l’80%. Si ritrovano numerosi boschetti di querce, fra i quali leccio (Quercus ilex) e sughera (Quercus suber). Pinete di pino domestico (Pinus pinea) ed esemplari di alloro (Laurus nobilis), olivo (Olea europea), varie specie di acero (Acer spp.), pioppo nero (Populus nigra) e pioppo bianco (Populus alba), e perfino degli esemplari di castagno (Castanea sativa). Fra le specie non autoctone si rinvengono varie specie di palme o altre piante tropicali e una Metasequoia, tutte poste in loco a scopo ornamentale. Inoltre, nella parte più bassa della Villa, è presente un laghetto dove è possibile rinvenire specie più igrofile.

Un polmone verde per la città di Roma

Villa Ada è, inoltre, uno dei pochi punti verdi della capitale ad avere al suo interno una centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria effettuato dall’ARPALAZIO (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Lazio). Questa stazione è molto utile perché fornisce dati giornalieri oggettivi e raffrontabili che dimostrano l’importanza delle aree verdi in ambiente urbano. Attraverso il confronto con i dati provenienti da altre stazioni di monitoraggio in aree urbane più o meno trafficate, è possibile capire quanto queste aree siano importanti per la regolazione del microclima e il sequestro di inquinanti atmosferici. La stazione, in particolare, permette di rilevare, attraverso appositi sensori, i livelli di anidride carbonica (CO2), ozono (O3), ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx) e polveri sottili a diversa granulometria (PM10, PM2,2 e PM1), con quelle di diametro 2,5 e 1 micron fra le più pericolose poiché arrivano a livello alveolare nei polmoni.
Secondo una stima di massima, i boschi di Villa Ada tratterrebbero ogni anno circa 9000 tonnellate di polveri sottili e, grazie al processo di fotosintesi, assorbirebbero circa 1000 tonnellate di anidride carbonica e ne rilascerebbero quasi altrettante di ossigeno: una quantità pari al fabbisogno d’aria complessivo di seimila persone!
Sono dati importanti da tenere in considerazione per il benessere e la qualità di vita di ogni cittadino, un capitale naturale di cui avere cura.
Negli ultimi anni, inoltre, sono stati inseriti percorsi salute che permettono di praticare jogging, ma per chi non svolge questa attività non manca certo lo spazio per passeggiate all’aria aperta fra i boschetti presenti o in riva al lago.
Un altro punto verde di Roma che sicuramente saprà incantarvi.
Buona passeggiata e gambe in spalla!

 

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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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