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piccole storie di grandi naturalisti

William Beebe e i misteri degli abissi

William Beebe e i misteri degli abissi

Alfonso Lucifredi Alfonso Lucifredi 9 Lug 2018

Charles William Beebe (1877-1962) è stato uno dei più famosi e celebrati naturalisti americani del XX secolo. Le sue spedizioni per la New York Zoological Society lo portarono in ogni angolo del globo per catturare esemplari di animali esotici da portare negli zoo americani. Nonostante quest’attività, chiaramente dettata dagli usi del tempo e da una diversa sensibilità nei confronti degli animali rispetto a oggi, Beebe fu in un certo senso un rivoluzionario, dato che fu uno dei primi a promuovere il conservazionismo e a sostenere la tutela degli ambienti naturali e delle specie che essi racchiudevano. Fu innovativo anche nella sua scelta di assumere molte collaboratrici, in anni in cui le donne avevano scarse possibilità di accedere a lavori scientifici e di ricerca. Nondimeno fu un prolifico scrittore e divulgatore, e i suoi tantissimi libri dedicati al mondo animale ebbero uno straordinario successo presso il grande pubblico. Fu anche un brillante ricercatore, e alcuni suoi studi si rivelarono pionieristici e di grande ispirazione per tanti scienziati delle generazioni successive.

Nella storia è rimasta la sua straordinaria spedizione, finanziata dal magnate e collezionista Anthony R. Kuser, che lo condusse a fare il giro del mondo alla ricerca di ogni singola specie di fagiano esistente. Da questa spedizione, durata 17 mesi, sarebbe nata una straordinaria monografia in 4 volumi, la più completa ed esaustiva mai realizzata su questo gruppo di volatili. Anche la sua ipotesi sul “Tetrapterix”, ossia l’esistenza di uno stadio ancestrale degli attuali uccelli in cui questi animali erano dotati di quattro arti dedicati al volo e non solo due, sembra essersi rivelata corretta, dopo circa ottant’anni: nel 2003 è stato infatti scoperto Microraptor gui, un piccolo dinosauro aviano dotato proprio di queste caratteristiche.

Ma è stata l’esplorazione degli abissi a consegnare definitivamente Beebe alla storia. Il naturalista di Brooklyn si era ingegnato per anni per trovare un modo di esplorare le profondità marine dove, ne era certo, si celavano tantissimi esseri viventi misteriosi, tutti da scoprire. I vecchi scafandri e le campane di profondità erano tecnologie obsolete, che consentivano di scendere solo a poche decine di metri dalla superficie, un’inezia in confronto alle grandi profondità degli abissi oceanici. Stessa cosa per i sottomarini dell’epoca, del tutto inadatti alla ricerca scientifica. Per spingersi molto più in basso occorreva un altro tipo di sistema. Venuto a conoscenza di questo interesse, in aiuto de Beebe venne un talentuoso ingegnere e inventore, Otis Barton. Barton era molto ricco e aveva le conoscenze tecniche necessarie per sviluppare la tecnologia adatta allo scopo. In breve tempo, Barton progettò la Bathysphere, una sfera di acciaio del diametro di un metro e mezzo circa, dotata di un piccolo oblò circolare in quarzo (ai tempi, il più resistente materiale trasparente conosciuto). Un cavo trasportava l’elettricità al suo interno, un altro la connessione telefonica; la connessione era indispensabile per comunicare le osservazioni naturalistiche effettuate a Gloria Hollister, l’assistente di Beebe che rimaneva a bordo della nave a cui era collegato il sottomarino; il ricambio di ossigeno per i passeggeri era dato da piccole bombole ad alta pressione, mentre l’eccesso di anidride carbonica veniva assorbito da recipienti contenenti cloruro di calcio e calce sodata. Per i tempi, si trattava di una tecnologia assolutamente rivoluzionaria. E così, chiusi nella piccola sfera d’acciaio, Beebe e Barton si avventurarono nelle profondità degli abissi. Le immersioni si susseguirono dal 1930 al 1934 al largo dell’isola di Nonsuch, nelle Bermuda. Arrivarono a segnare più volte il primato dell’immersione più profonda, fino a raggiungere i 922 metri sotto il livello del mare, il 15 agosto del 1934: il record sarebbe rimasto ineguagliato per 15 anni, prima di venir superato dallo stesso Barton. Queste esplorazioni portarono alla prima osservazione diretta di tantissimi animali delle profondità marine (alcuni scoperti solo di recente), al bestseller Half mile down e a una trasmissione radio in diretta dagli abissi, destinata a passare alla storia, così come i coraggiosi uomini che per primi decisero di affrontare questa incredibile avventura.

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