Per festeggiare la Giornata internazionale delle zebre e per puntare il riflettore sulle minacce che mettono in pericolo la sopravvivenza della specie, il WWF ha raccolto sei curiosità da conoscere su questo animale importante per la biodiversità globale.
- Strisce uniche: ogni zebra ha un disegno di strisce unico, simile alle impronte digitali umane.
- Protezione dagli insetti: le strisce delle zebre possono confondere gli insetti, come le mosche cavalline e tafani, che prediligono così altre specie.
- Tre specie principali: esistono tre specie di zebra: la zebra di pianura, la zebra di montagna e la zebra di Grevy.
Le tre specie rientrano nelle categorie di rischio delle liste rosse della IUCN:
zebra di pianura (Equus quagga) – quasi minacciata
zebra di montagna (Equus zebra) – vulnerabile
zebra di Grevy (Equus grevyi) – minacciata
- Le minacce principali: sono legate alla fragilità degli ecosistemi in cui vivono. L’urbanizzazione e l’espansione delle aree agricole a discapito degli habitat di savana, il prelievo legale e illegale, la diffusione di patologie da specie di equini domestici e l’effetto dei cambiamenti climatici, con sempre più prolungati periodi di siccità, mettono a rischio alcune popolazioni di zebra.
- Somiglianza con asini e cavalli: le zebre appartengono al genere Equus, lo stesso di cavalli e asini, indicando una stretta parentela tra queste specie.
- Comunicazione vocale: le zebre sono animali sociali che utilizzano una varietà di suoni per comunicare tra loro. Per esempio, emettono versi simili a nitriti per esprimere allarme o per localizzare i membri del gruppo, e brontolii o soffi per indicare diversi stati d’animo. Questa comunicazione vocale è essenziale per mantenere la coesione del gruppo e per avvertire di potenziali pericoli.
Le strisce: un mistero della natura
Gli scienziati non hanno ancora capito perché le zebre hanno il mantello a strisce. Perché nessun altro mammifero ha una colorazione simile? Tutte le altre livree paragonabili – dalle linee verticali della tigre alle chiazze del leopardo, fino al raffinato disegno geometrico della giraffa reticolata – sono utili a nascondere l’animale tra la vegetazione fitta e hanno toni bruni o gialli, molto neutri. Per molto tempo si è quindi creduto che le linee regolari delle zebre rendessero la sagoma dell’animale più difficile da riconoscere nell’erba alta.
Ma questi erbivori frequentano gli spazi aperti, brucando l’erba a livello del terreno, dove una colorazione omogenea sarebbe più indicata.
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