Non c’è solo la questione della fame. È sicuramente l’aspetto più drammatico dello spreco alimentare, con oltre 800 milioni di persone che non hanno cibo a sufficienza (fonte ONU) e con 33 milioni di persone nel mondo che non possono permettersi un pasto di qualità ogni due giorni (fonte FAO), mentre nella sola Unione Europea il 20% degli alimenti prodotti va perso o sprecato. Globalmente nel mondo, ogni anno circa il 14% della produzione di cibo va perduta prima di raggiungere gli scaffali.
Altrettanto importanti sono anche altri aspetti legati all’ambiente, su cui pone l’attenzione la prima Giornata internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari, istituita dall’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) e partner, che si celebra oggi, 29 settembre.
Lo spreco alimentare ha un costo stimato annuo di 400 miliardi di dollari e genera da solo l’8% delle emissioni globali di gas serra.
Per il lancio della prima Giornata internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari, FAO e UNEP – assieme ad Andorra, Argentina e San Marino – hanno organizzato un evento virtuale il 29 settembre dalle 16 alle 19:30, durante la 75ma sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con lo slogan: “Stop alle perdite e agli sprechi alimentari. Per le persone. Per il pianeta”.
L’evento verrà trasmesso dal vivo via webcast.
Annunciando l’evento, Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare della UE, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Non ci sono scuse per gli sprechi alimentari, che lasciano esposti i cittadini più vulnerabili, sono dannosi per l’ambiente e hanno un costo economico enorme. Le eccedenze alimentari dovrebbero nutrire le persone bisognose, non finire nel cestino. Dobbiamo riprogettare con urgenza i nostri sistemi alimentari».
La fotografia dello spreco di cibo in Italia
Nel nostro Paese vengono buttati due milioni e duecentomila tonnellate di cibo. Secondo un’indagine svolta da Altroconsumo, l’88% degli intervistati reputa lo spreco alimentare un grave problema etico e più di 1 italiano su 3 sprecherebbe meno alimenti se si potessero acquistare sfusi.
Altroconsumo ha svolto un’indagine sullo spreco alimentare, al fine di fotografare le abitudini e le opinioni delle famiglie. Dall’indagine emerge una crescente consapevolezza degli italiani: ben l’88% degli intervistati sostiene che non sia etico buttare il cibo e l’83% riconosce l’impatto negativo sull’ambiente della sovraproduzione e spreco di cibo.
Insieme alla consapevolezza vi è una forte volontà di cambiamento, con l’83% degli intervistati che dichiara un notevole impegno per ridurre lo spreco di cibo in casa, anche se il 73% ritiene che gli scarti siano attribuibili più a scelte dell’industria alimentare, della distribuzione e del catering, più che all’ambito familiare.
Cambiamento di rotta
Le limitazioni agli accessi nei supermercati e altri punti vendita istituite per il Covid hanno generato un cambiamento nelle abitudini. Il 41% dei rispondenti ha dichiarato di aver ridotto le quantità di cibo sprecato, anche grazie a comportamenti più attenti: il 38% ha compilato più spesso la lista della spesa, il 37% ha pianificato con più metodicità i pasti e il 32% ha riutilizzato più spesso gli avanzi. Mentre nella prima parte dell’anno solamente il 42% degli italiani aveva dichiarato di non sprecare cibo in casa, ad aprile il dato è salito fino al 68%.
Le abitudini da cambiare
Poche semplici accortezze aiuterebbero molti a ridurre la quantità di cibo che finisce nella spazzatura. Prima di fare la spesa il 50% degli italiani non ha l’abitudine di pianificare i pasti per i giorni successivi, il 33% di compilare la lista della spesa e il 22% di controllare cosa ha già in casa. Inoltre, sarebbe da evitare un approccio impulsivo alla spesa: arrivata al supermercato, 1 famiglia su 4 compra spesso alimenti che non aveva previsto, quasi 1 su 10 finisce per comprare troppo cibo a causa delle promozioni e il 7% per acquisti di impulso.





