Il primo dente di leone
Semplice e fresco e bello dal finir dell’inverno emergendo,
Come se mai fosse esistito artificio di mode, affari,
politica,
Dal suo cantuccio erboso riparato e solatio – innocente,
dorato, tranquillo come l’alba,
Il primo dente di leone primaverile mostra la faccia
fidente.
Walt Whitman
Non c’è nulla da fare, ogni anno la Primavera ci sorprende con il suo arrivo, perché anche se l’aspettiamo sempre, lei ci frega sui tempi; se non osserviamo la Natura intorno a noi, perderemmo le avvisaglie del suo arrivo. Infatti non sempre la stagione della rinascita osserva meticolosamente le date, forse per ricordarci che la libertà non può essere calendarizzata o standardizzata; non a caso la Primavera segue l’Inverno, la vita torna dopo il gelo (la morte).
Il nostro caro Whitman, di cui il 26 marzo appena passato è ricorso il 130° anno della sua morte, si lascia stupire dal primo dente di leone che vede, probabilmente durante una delle sue solite passeggiate. In città, nei paesini o tra i campi, il dente di leone è una presenza familiare, comune, presente nelle menti di tutti noi. Il protagonista della poesia viene descritto semplice, fresco e bello: dopo l’Inverno la Natura è piena di vitalità e di energie da esternare, vivere e condividere. Non solo, perché il fiore in questione emerge dall’inverno nonostante tutto, nonostante la scomoda presenza di mode, affari, politica: insomma, nonostante la presenza umana spesso possa turbare il suo ritorno e privare sempre di più dello spazio vitale il povero dente di leone, che comunque trova il suo luogo prescelto in cui crescere, in cui la sua fierezza leonina si mostra sempre a tutti, gratuitamente. Facilmente riconoscibile dal suo cantuccio erboso (non ha bisogno per forza di aiuole curatissime), il dente di leone ci ricorda il sole, è dorato, ci rilassa e ci consola, è tranquillo come l’alba.
Come sempre, il poeta americano riesce a trasmettere quel rispettoso stupore che coglie i bambini quando vedono qualcosa per la prima volta e non possono fare a meno di dire: “Wow!”; ebbene sì, anche di fronte ad un semplice, ma mai banale, dente di leone, che, con l’arrivo della Primavera mostra la faccia fidente, in barba agli uomini scoraggiati. Potrebbe quasi essere un simbolo di speranza, la Natura non si arrende alla desolazione: soprattutto nelle città uomini e donne continuano a camminare guardando per terra o peggio sugli schermi, proprio per questo, all’improvviso, anche nella crepa di un misero marciapiede, ecco che spunta un fiero dente di leone, che ci ricorda, come ogni anno, che la Primavera torna, che la Vita trionfa sempre, vuoi o non vuoi, ci credi o non ci credi, Essa avrà sempre la meglio.
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