I cavalli selvaggi dell’Aveto hanno un valore inestimabile per la natura ligure e non solo: sono tra i pochi cavalli selvaggi rimasti in Italia, con quelli della Sardegna e dei Nebrodi. Sono i discendenti di cavalli domestici da lavoro abbandonati nel Parco naturale regionale dell’Aveto, nella valle che separa la Liguria dall’Emilia-Romagna, che si sono adattati alla vita selvaggia in natura e ora sono completamente autonomi.
Il 28 luglio del 2020, il Consiglio Regionale della Liguria ha anche approvato un Ordine del giorno per il riconoscimento dei Cavalli Selvaggi dell’Aveto come “popolazione protetta”.
Nei giorni scorsi, sette di questi cavalli sono stati prelevati dai loro pascoli in altura, caricati su un camion e rinchiusi in un recinto perché, secondo l’amministrazione comunale di Borzonasca, gli animali “avrebbero causato incidenti e tensioni negli abitanti del posto”.
Per la loro liberazione si sono subito attivate le associazioni animaliste, con in testa Meta Parma (Movimento etico tutela animali e ambiente), che hanno ottenuto un colloquio con il sindaco di Borzonasca e i dirigenti dell’Asl 4 chiavarese.
Sono tornati liberi dove hanno sempre vissuto
Nei giorni scorsi, finalmente, il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, al termine della riunione tenuta in Regione, ha deciso che i sette cavalli siano riaccompagnati in quota nel Parco naturale regionale dell’Aveto, sopra i mille metri, affinché si ricongiungano ai loro branchi. La liberazione è avvenuta venerdì, quando i cavalli hanno percorso qualche chilometro di passeggiata verso il lago di Giacopane accompagnati da volontari, forze dell’ordine, guardiaparco del Parco di Portofino e gli operatori di Asl 4.
Continua, però, l’ostilità dei cittadini e agricoltori del comune di Borzonasca, che si sono riuniti in un comitato: «I cavalli selvaggi che si avvicinano alle strade o che entrano nei nostri terreni coltivati, sono un problema» ribadisce il sindaco Giuseppe Maschio.
Per questo allo stesso tempo la Regione ha deciso di lavorare per varare un provvedimento entro metà dicembre che possa gestire la popolazione di cavalli dell’Aveto, per tutelarli e allo stesso tempo assicurare sicurezza ai cittadini, valorizzando la biodiversità del territorio.
Verrà così riconosciuta anche a livello legislativo la “popolazione rinselvatichita” di cavalli, salvaguardandoli in tal modo da maltrattamenti, bracconaggio e macellazioni clandestine. I cavalli selvaggi dell’Aveto sono paragonabili ai cavalli selvaggi americani e a quelli della Mongolia, rappresentano in Italia un’unicità e una risorsa naturalistica preziosa sia per lo studio in natura sia per il rapporto con l’ambiente e la conservazione dell’habitat.
Meta Parma commenta così la bella notizia: «Siamo davvero felici che la situazione si sia risolta e ora Sole e gli altri cavalli potranno tornare dove hanno sempre vissuto. Nel corso degli anni la popolazione di cavalli selvaggi dell’Aveto aveva spesso subito attacchi, e finalmente potrà essere loro garantita la giusta tutela. La proposta della Brambilla (Michela Vittoria Brambilla, deputato di Forza Italia e presidente fondatrice della Lega Italiana per la Difesa degli Animali – LEIDAA, N.d.R.), liberarli, tutelarli e realizzare uno sbarramento ecologico che impedisca agli animali di scendere troppo a ridosso delle frazioni più abitate, è stata accettata. Del resto era l’unica soluzione in grado di risolvere qualsiasi situazione senza creare danno a nessuno, né alle persone né ai cavalli».
La stessa soluzione era stata proposta anche da Valerio Vassallo, presidente di Meta Italia.
Stop alla macellazione di cavalli
«Questo episodio ci spinge a voler riaprire una battaglia di civiltà importantissima, una battaglia già tentata anni fa, e che ora torna a farsi sentire più forte che mai, per poter salvare tutti i cavalli dalla macellazione. I cavalli sono creature speciali e meravigliose, ed è veramente ora di dare un segno di civiltà» aggiunge Meta Parma.
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