L’autore, come molti di voi sanno è stato collaboratore di Rivistanatura.com e, in seguito, l’abbiamo anche intervistato mentre era inviato di guerra in Donbass. Proprio grazie alla sua lunga permanenza sul lato russo delle zone di guerra Luca ha potuto raccogliere un’eccezionale testimonianza che ci restituisce attraverso le oltre 350 pagine del prezioso documento edito da Rizzoli.
Personalmente ho avuto il privilegio di averlo letto tutto in corso d’opera, poco alla volta, mentre i quotidiani appunti dal fronte di Luca alimentavano i suoi ricordi e facevano lievitare, giorno dopo giorno, il numero delle pagine e dei capitoli.
Partiamo dal titolo
Il fronte russo – La guerra in Ucraina raccontata dall’inviato tra i soldati di Putin. Va diritto al contenuto e risulta immediato e invitante: se vuoi capire cosa succede sul lato dei russi questo, e solo questo, è il tuo libro. Il perché è semplice. Su quel lato, infatti, c’erano soltanto Luca, dall’Italia, e poco più di una manciata di giornalisti francesi e tedeschi.
Una condizione unica, venutasi a creare grazie al fiuto dell’autore. O meglio, grazie a una soffiata ricevuta da Sasha, corrispondente di guerra che lavora per un’agenzia di stampa russa, che poco prima dello scoppio delle ostilità gli suggerisce di partire per il Donbass: «Preparati, lì sta succedendo qualcosa!». Luca aveva conosciuto Sasha in Nagorno Karabakh, è un amico, e si fida di lui. In breve tempo riesce a ottenere i permessi necessari, fissa i voli e, raccolte poche cose indispensabili, parte. Il 18 febbraio 2022 entra in Donbass.
Nel cuore della notizia
Il giorno dopo il suo arrivo le frontiere del Donbass vengono chiuse. A quel punto Luca non si ferma per un paio di settimane, come aveva programmato, ma rimane lì per un anno intero, salvo qualche rientro temporaneo in Italia. Poteva tornare definitivamente a casa come ha fatto la metà di quei giornalisti occidentali, ma era ben conscio di avere in mano lo scoop degli scoop e l’ha saputo sfruttare. Era in mezzo alla notizia e per un inviato di guerra, abbandonare il campo in una situazione simile avrebbe significato accettare di aver sbagliato mestiere. Un giro vorticoso di telefonate e mail con l’Italia e l’Europa: si spalancano le porte di Repubblica e di altre testate, italiane, tedesche e svizzere. Ma, a farlo conoscere al grande pubblico è la maratona quotidiana in diretta su La7, con Enrico Mentana. Le prime apparizioni televisive lo vedono algido, sintetico e asciutto. Apparentemente quasi a disagio. Ma in seguito si capirà che questo è il suo approccio, preciso e determinato, di testimone consapevole.
Ma torniamo al libro e al delicato rapporto dell’autore con un mondo in cui esistono solo il bianco e il nero, gli schieramenti.
«In qualità di testimone sul fronte russo – scrive Steinmann nell’introduzione – la posizione che emerge dal mio libro è facilmente criticabile: dal lato russo perché si sarebbe voluta una versione di propaganda e dal lato occidentale perché ci si sarebbe aspettati una posizione più atlantista. Da inviato che è stato letteralmente fra i due fuochi, sul campo, non ho potuto esimermi dal raccontare la realtà che ho visto e toccato con mano. Scrivendo questo libro ero cosciente che i due fuochi si sarebbero potuti trasformare in giudizi di parte».
Qualcuno potrebbe dire che è fortuna
Ma non è così. L’autore, infatti, riesce a entrare per primo a Mariupol, durante i combattimenti, e poi arriva insieme ai ceceni nelle acciaierie della città, dove le truppe del fronte di Azov stanno difendendosi con le unghie e con i denti. E alcuni mesi dopo è il primo giornalista occidentale ad accedere nella centrale nucleare di Zaporizhzhia che si trovava esposta ai bombardamenti.
Notizie di prima mano
Leggendo il libro di Luca Steinmann si capisce perché l’inviato di guerra è un mestiere che presuppone coraggio, forse una dose di incoscienza e, nel suo caso, una volontà quasi ossessiva di toccare con mano l’oggetto della notizia, andando in prima linea. Nessuna controfigura, quindi, nessun suggeritore che ti porta notizie nel confortevole albergo da cui le trasmetterai in Italia.
Lui è nel Donbass, sul fronte russo, dalla parte degli invasori, ma riesce a convivere con loro per quasi un anno e lo fa evitando di fare propaganda, raccontando quello che vede, con disarmante coerenza.
“Il fronte russo – La guerra in Ucraina
raccontata dall’inviato tra i soldati di Putin”
di Luca Steinmann
352 pp., 19 Euro
Rizzoli
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