A volte ritornano si dice, ma in questo caso sarebbe meglio dire “a volte sembrano scomparse e invece non lo sono”, per la Nymphaea thermarum, la ninfea più piccola del mondo, scoperta e descritta nel 1987 dal botanico Eberhard Fischer dell’Università di Coblenza (Germania) in una singola località del Ruanda, è stato proprio così. La la ninfea più piccola del mondo sembrava estinta, ma invece cresce ancora rigogliosa lì dove è stata scoperta 36 anni fa.
Vista l’ultima volta nel suo areale storico nel 2008, quando gli agricoltori del luogo iniziarono a impiegare la sorgente per l’agricoltura, interrompendone il flusso e prosciugando quella minuscola area che costituiva l’intero ambiente naturale del giglio. L’appellativo specifico, thermarum, si riferisce infatti, alla sorgente calda e alla temperatura che costituiva il suo habitat naturale di appena pochi metri quadrati.
Si erano talmente tanto perse le sue tracce che l’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) l’aveva dichiarata estinta in natura nel 2010 e nel 2019 e si credeva che Nymphaea thermarum sopravvivesse solo in pochissimi orti botanici in tutto il mondo.
Una scoperta italo-tedesca
Unica e minuscola, con le sue foglie (cuscinetti) che possono misurare solo 1 centimetro di diametro, meno del 10% della larghezza della specie più piccola successiva nel genere Nymphaea.
Forma rosette larghe da 20 a 30 centimetri, con ninfee verde brillante che crescono su piccioli corti.
I fiori, molto piccoli, sono bianchi con stami gialli.
Questa piccola meraviglia endemica del Ruanda meridionale è stata ritrovata il 29 luglio 2023 dal prof. Thomas Abeli del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre e da Siegmar Seidel, Sarah Marie Müller e Jean Marie Habiyakare dell’Università di Coblenza.
Abeli ha subito commentato: «Con nostra grande sorpresa, questa graziosa ninfea si trova ancora allo stato selvatico con una popolazione abbondante e vitale».
Piccola, rara e minacciata
I ricercatori hanno rivelato la precisa collocazione della popolazione rinvenuta in modo da evitare che possa essere danneggiata da appassionati e collezionisti di piante acquatiche.
Inoltre, spiegano: «La specie è stata ritrovata grazie alla collaborazione dei membri della comunità locale, che con entusiasmo hanno aiutato il team di ricercatori ad accedere ad alcune aree private per localizzare la specie».
Un ritrovamento che però preoccupa gli scienziati, perché le attività antropiche come sempre destabilizzano l’ecosistema e la biodiversità.
Abeli afferma: «Sebbene questa riscoperta sia certamente una buona notizia, ci sono minacce imminenti per le specie, in particolare l’attività mineraria».
Il gruppo di ricerca sostiene che: «La Nymphaea thermarum può essere considerata un simbolo di speranza per le numerose specie che al momento risultano scomparse dal loro areale nativo e un simbolo di rinascita per uno dei paesi africani più impegnati nella conservazione della natura».
Un percorso in salita dunque e molto tortuoso, quello per conservare questa rara e iconica ninfea. Si potrà arrivare in vetta festeggiando solamente con uno spirito di collaborazione tra le diverse parti interessate.
Questo piccolo passo, perciò, è solo l’inizio di una ricerca più estesa.
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