Torniamo a parlare di pesticidi, poiché c’è un’interessante novità. Il 24 ottobre la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha approvato a maggioranza (47 voti favorevoli, 37 contrari e 2 astensioni) la drastica riduzione dell’uso di pesticidi chimici di sintesi, in particolare quelli più pericolosi, e il divieto di tutti i pesticidi chimici nelle aree sensibili, siti Natura 2000 e aree con presenza di insetti impollinatori a rischio estinzione, compresi gli spazi verdi urbani. Importante anche l’indicazione di un nuovo obiettivo UE al 2030 per aumentare l’uso di pesticidi a basso rischio rispetto a quelli più pericolosi.
Da seguire poi, come sempre, il comportamento degli eurodeputati italiani, che si sono distinti ancora una volta per l’usuale cieca ubbidienza agli ordini di scuderia, indipendentemente dall’importanza di ciò che si andava a discutere: PD e Movimento 5Stelle hanno votato per la riduzione dei pesticidi, mentre Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega hanno votato contro.
Da ricordare anche, come sottolineato dal WWF nella sua campagna internazionale “Sustainable Future”, che l’attuale economia dei veleni legalizzati vede ancora oggi l’impiego, a livello globale, di 3,5 milioni di tonnellate di pesticidi all’anno.
Riduzione dei pesticidi più pericolosi
A seguito della decisione della Commissione entro il 2030 l’UE dovrà ridurre di almeno il 50% l’uso e il rischio dei pesticidi chimici di sintesi e del 65% l’uso dei cosiddetti “pesticidi più pericolosi” (rispetto alla media del periodo 2013-2017). L’obiettivo è stato innalzato per i pesticidi più dannosi (nella proposta della Commissione la riduzione era del 50%), mentre gli obiettivi di riduzione di ogni Stato membro non saranno più stabiliti dalla Commissione, ma ogni Stato dovrà fissare i propri obiettivi nazionali, sulla base delle vendite annuali, del livello di pericolosità delle sostanze utilizzate e delle superfici agricole nazionali. La Commissione verificherà se gli obiettivi nazionali sono coerenti per il conseguimento degli obiettivi europei al 2030.
Per l’Italia la Commissione ha comunque indicato un obiettivo di riduzione del 62% per tutti i pesticidi e del 54% per quelli più pericolosi, a conferma che il nostro Paese è ancora indietro nell’adeguarsi in tal senso ai livelli di attenzioni più evoluti. Tra l’altro se il testo finale del Regolamento sarà confermato (dal voto in plenaria del Parlamento UE, previsto il 20-23 novembre 2023, dopodiché si aprirà il negoziato finale del Trilogo per arrivare all’approvazione definitiva prima del termine della Legislatura europea), l’Italia dovrà fissare gli obiettivi di riduzione nel proprio Piano di Azione Nazionale Pesticidi (scaduto ormai nel febbraio 2019).
In parallelo, è stato prorogato il glifosato
Il voto della Commissione Ambiente del Parlamento UE va in contraddizione però con la proposta della stessa Commissione europea di rinnovo dell’autorizzazione del glifosato per altri 10 anni. Inoltre tutte le modifiche introdotte dal Regolamenti dovranno essere graduali, per questo appare poco realistico il traguardo della lor applicazione entro il 2030.
Quindi una sorta di ipocrito “un colpo al cerchio e uno alla botte”, sebbene l’indirizzo politico per una riduzione dell’uso dei pesticidi più tossici sia ormai stato tracciato, così come evidenti sono i dati agrari che sottolineano la continua perdita di vitalità dei suoli anche a causa di un’agricoltura intensiva europea sempre più “drogata” dall’uso dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici di sintesi.
Dispiace piuttosto che una parte importante delle grandi imprese agrarie e delle associazioni di categoria, al di là di tante belle parole per un’agricoltura ecosostenibile, siano di fatto ancora arroccati su prese di posizioni ormai davvero miopi e superate, a favore di tali sostanze.
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