Il glifosato è un principio attivo degli erbicidi ad ampio spettro. Attualmente è approvato nell’UE fino al 15 dicembre 2023, poiché era stata concessa una proroga di un anno per dare all’EFSA il tempo di finalizzare il proprio parere.
Ora, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha dato il suo parere positivo e apre la strada per il rinnovo dell’approvazione al controverso erbicida glifosato.
Greenpeace ritiene controverso il parere dell’EFSA e chiede alla Commissione europea e ai governi nazionali di respingere un ulteriore rinnovo del glifosato sul mercato comunitario: «È una decisione che mette a rischio la salute delle persone e ha impatti sull’ambiente».
L’EFSA, che ha reso note le conclusioni sulla valutazione del rischio condotta sul glifosato, sostiene che l’impatto dell’erbicida «non desta preoccupazioni critiche» per salute e ambiente. Questo nonostante l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) lo avesse classificato come «probabilmente cancerogeno per gli esseri umani».
Il più controverso fra gli erbicidi
«Il parere odierno dell’EFSA è l’ennesima beffa nei confronti dei cittadini europei, che già nel 2017 avevano chiesto ai decisori politici di vietare il glifosato, e nei confronti del Parlamento europeo, che aveva chiesto di eliminare l’uso del glifosato entro dicembre 2022» dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia.
La storia del glifosato è legata a una lunga serie di scandali. Fra il 2012 e il 2015 diverse autorità pubbliche hanno plagiato le valutazioni della multinazionale di biotecnologie agrarie Monsanto sulla letteratura esistente relativa agli impatti del glifosato sulla salute e le hanno presentate come proprie conclusioni.
Nel 2017, i “Monsanto papers” statunitensi avevano mostrato che la Monsanto (ora Bayer) ha interferito su studi per promuovere la sicurezza del glifosato e attaccare lo IARC. Più recentemente, nel 2020, due ricercatori dell’Istituto di Ricerca sul Cancro dell’Università di Medicina di Vienna hanno valutato la qualità degli studi sulla genotossicità del glifosato presentati alle autorità dell’UE per l’attuale procedura di rinnovo e hanno concluso che era in gran parte “non affidabile” o solo “parzialmente affidabile”.
Nuove recenti ricerche indipendenti hanno fatto maggiore chiarezza sugli effetti negativi del glifosato sulla salute, dimostrando inoltre che il glifosato può essere tossico per le api.
Sulla base della valutazione dell’EFSA, la Commissione europea presenterà una proposta che dovrà essere discussa e votata dagli Stati membri in seno al Comitato UE per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (SCoPAFF).
«È vitale che l’Italia e gli altri Paesi membri votino contro il rinnovo dell’autorizzazione al glifosato, per dare priorità alla tutela delle persone e dell’ambiente, e non al fatturato dell’industria dei pesticidi» conclude Federica Ferrario.
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